il mio mondo

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A TE,CARO STROMBAZZATORE NOTTURNO…

..che a un’ora inopportuna della notte ti sei messo a suonare il clacson in una viuzza non ben identificata (e penso che fosse fatta ad arte, perchè se la via fosse stata identificabile ti saresti trovato accerchiato da persone con intenti poco amichevoli nei tuoi confronti..) ti auguro che:

-alle 4 del mattino, quando sei tranquillo nel tuo letto, al caldo e nel profondo del sonno, qualche buon intenzionato incolli sul tuo citofono un bel pezzo di nastro adesivo, prima di andarsene per la sua strada (e se non è chieder troppo, che magari ti dimentichi delle chiavi quando esci a controllare..perchè uscirai a controllare..rimanendo così chiuso fuori di casa;

-che la domenica mattina alle 6.00 il tuo adorabile vicino di casa inizi a trapanare proprio la parete a cui poggia il tuo letto;

-che ti finisca la benzina (e appena accosti alla piazzuola di sosta ti si buchino anche tutte e 4 le ruote della macchina) mentre piove a dirotto, ci sono lampi e tuoni, non ci sia una casa nel giro di chilometri e che il tuo cellulare abbia la batteria scarica;

-che per una nottata intera suonino gli antifurti delle auto posteggiate sotto la tua finestra, causando così anche il soave abbaiare dei cani del circondario, tra cui l’alano del tuo adorabile vicino.

Ti auguro altresì che se sei accoppiato la tua compagna (fidanzata, moglie, ecc..) ti tradisca con una squadra di calcio, non tralasciando nemmeno le riserve..e se sei una donna ti auguro che il tuo compagno si tradisca con una squadra di calcio(sempre con annesse le riserve).

Ma soprattutto spero spero spero e ti auguro di imparare un po’ di buona educazione.


LE PICCOLE CALAMITA’ QUOTIDIANE….2

La piccola calamità quotidiana di oggi è una piaga infestante che appesta quasi esclusivamente l’universo femminile (anche se, andando avanti così probabilmente finirà per travolgere anche i maschietti, ma per ora noi siamo le fortunate a cui tocca sopportare questa disgrazia).

Ebbene sì… sto parlando della BORSA. Accessorio indispensabile che ogni essere bipede di sesso femminile si porta appresso, e che, quale che siano foggia, colore, dimensione, e altre amene variabili, finisce sempre per assomigliare, se non altro per sostanza, a quella che si portava appresso Mary Poppins.

Dunque, giusto per fare una piccola premessa (che probabilmente si trasformerà in  una lunga digressione sconclusionata) io odio le borse, ho combattuto il più a lungo possibile contro di loro, prima di cedere al “se non puoi batterli, unisciti a loro”, ma nonostante questo io preferisco le tasche. Sarà che io delle tasche mi sono sempre fidata…già dalle elementari, quando me ne andavo in giro come un folletto saltellante, con il mio faccino da schiaffi, il lungo grembiule nero e le tasche straripanti di ogni possibile cosa..dalla merendina e succo di frutta per l’intervallo, a fazzoletti, caramelle, oggetti inutili ma di sicuro fascino per una bimbetta, e mezzo portapenne (anzi, ad essere sincera, praticamente tutto il portapenne..ricordo che c’era una mia compagna di classe, che oggi è diventata LA mia amica, quella che sopporta in silenzio ogni mia uscita, ed è abbondantemente ricambiata..ma allora non sapevamo che ci saremmo ridotte così..comunque, c’era questa mia compagna che nelle ore di lezione si passava il tempo risistemando i portapenni di tutti, rimettendo al loro posto ogni singola biro, matita, pastello e pennarello, ed io rappresentavo la sua sfida più grande, pian piano arrivava al mio banco, cercando di distrarmi dalle mie contemplazioni..lei risistemava i portapenni, io guardavo fuori dalla finestra.. e la colpa non era mia, se il panorama è stupendo c’è poco da fare, bisogna, nel modo più assoluto ammirarlo, ma vaglielo a spiegare alle maestre…sempre detto, ero una piccola incompresa..comunque lei cercava di farmi tornare sulla terra e mi convinceva a svuotarmi le tasche, e pian piano rimetteva apposto ogni cosa, e se era fortunata il suo lavoro durava si e no un giorno, poi le cose tornavano magicamente nelle mie tasche..) insomma, si è capito, amore spassionato per le tasche, tanto che ancora adesso quando vado in vacanza, soprattutto le 2-3 settimane che passo nel mio adorato paesino in montagna, la borsa diventa un ricordo e torno alle origini, riempiendo a dismisura le tasche, meglio se di felpe, sono più capienti, ci sta davvero un sacco di roba…addirittura le lattine…fantastico, no?

Finita la mia “piccola” premessa posso ritornare a parlare di borse. Per rendercela più piacevole l’hanno pubblicizzata, osannata, e quant’altro ed oggi è diventato un must, e ne esistono di tutte le forme e colori…anche a forma di gufo, piuttosto che di mongolfiera..passando per una serie infinita di forme, ma purtroppo le cose non cambiano: da fuori sembrano innocui oggettini, tutt’alpiù accessori piacevoli, ma dentro…dentro sono dei buchi neri portatili, in cui sarebbe facilissimo far sparire un cadavere, e non sto scherzando, anche le più piccole, quelle che sembrano inutili, solo per bellezza, in realtà riescono a contenere un cosmo in miniatura. Qualsiasi cosa si cerchi non salterà mai fuori in tempi utili,  ma nel frattempo con quello che ci hai tirato fuori potresti riarredarci, senza esagerare, un monolocale di modeste dimensioni. Le borse sono la principale causa di smarrimento oggetti, ed anche la prima per il ritrovo dei suddetti..ad anni di distanza, però…ad esempio a metà agosto capita spesso di tirare fuori da questi oggetti infernali un guanto, esatto! quel guanto che a gennaio, con un freddo becco, la neve che scendeva e il vento che tirava, voi avevate cercato ovunque (borsa compresa, ovviamente, anzi, era stato il primo posto in cui vi eravate fiondate a cercarlo, perchè eravate sicure di aver messo in borsa il guanto…cioè..il paio relativo, di cui però solo un componente vi era allora tornato in mano) ma niente, nessuna traccia, manco andare a  “Chi la visto?” ha dato frutti, ed infine ecco che candido e placido ti viene risputato dalla borsa in agosto, mentre tu traffichi in quel bailamme al tuo fianco alla ricerca disperata di una bottiglietta d’acqua.

Inoltre sfidano le più comuni regole del buonsenso, ed è questo che di solito sembra sfuggire ai  maschietti di turno, che puntualmente si ritrovano a fare domande che fanno imbestialire (e imbestialire è dir poco…) noi misere portatrici (non troppo sane) di borse: ” Se non trovi qualcosa, perchè non la svuoti?” chiedono con aria innocente…partendo dal presupposto che svuotare una borsa completamente in un luogo pubblico non è una cosa nemmeno lontanamente immaginabile, per diversi motivi..insomma, la borsa è una cosa intima, per un motivo o per l’altro c’è dentro il nostro mondo… e non si spiattella sotto gli occhi di benemeriti sconosciuti tutta la nostra vita..ed in secondo luogo..avete mai visto l’interno di una borsa? Se sì allora avete già capito perchè sarebbe una cosa totalmente impraticabile, e poi sarebbe totalmente inutile. Semplicemente gli oggetti spariscono e poi compaiono a loro piacere, quando si sono stancati di girovagare per universi paralleli e vivere avventure chissà dove. Non ci si può far niente..ci si rassegna, si attende e se ci si comporta bene la fatina della borsa( Babbo Natale, la Befana, San Nicola, il topino dei denti..ma va bene anche l’Uomo Nero) prima o poi farà ricomparire il tutto.

Inoltre, a rigor di logica, gli oggetti grandi sono più difficili da smarrire di quelli piccoli: una bottiglietta d’acqua dovrebbe essere reperibile molto più velocemente e facilmente di, chessò, un burrocacao…e invece no! Grande o piccolo non fa nessuna differenza..le borse sono per le pari opportunità, spariscono tutti allo stesso modo, e tutto ci deve mettere un tempo adeguatamente lungo prima che il recupero sia concesso. E non sto scherzando..io di tanto in tanto le bottigliette d’acqua le perdo veramente. (Ho una borsa, veramente comoda, che è di medie dimensioni, è grandicella ma niente di esagerato, eppure riescono a starci le cose più sorprendenti, in ordine di tempo, ad esempio, una confezione doppia di pizze surgelate, che, se avete presente, non sono esattamente di dimensioni tascabili..eppure ci sono state senza problemi, ed ho i testimoni..estrefatti ma ci sono…e quando sono stata a Mosca sono riuscita a farci stare, otre alle solite cose, riassumibili in: portafoglio, documenti, fazzoletti, sigarette, caramelle, cicles, e altre quisquilie simili: ben :un ombrellino, una sciarpa, un maglione, la guida della città, non una ma ben due bottigliette d’acqua e la macchina fotografica, il tutto senza sforzo… e questo solo per darvi un’idea di cosa possa essere amenamente portato in giro in quelle trappole infernali.)


PERLE DI MAMMA

Sabato ero ad una festa di paese, il paese in questione è bello, ma un buco, abitanti fissi saranno una decina, insomma..decisamente tranquillo..e rivitalizzato in occasione della festa del santo patrono. Erano presenti anche i miei, come la  maggior parte dei genitori degli altri ragazzi..insomma…era una cosa in famiglia, per farla breve, anche se non mancavano i foresti che avevano scalato il monte giusto per l’occasione.

A serata innoltrata mi arriva un sms, in realtà inutile, perchè la mittente dello stesso mi aveva già scovato di persona, ma ad ogni modo, dopo averlo letto ho sghignazzato sei ore, era uno di quegli sms a cui è impossibile dire di no.

Il mittente era mia madre, e il testo recitava: (il maiuscolo è mio..)

URGE BADANTE! O T S?

cosa volesse era semplice… voleva andare in bagno e si sa che le signore-ragazze-esseri bipedi di sesso femminile al bagno ci vanno in coppia ed io ero la sua metà prestabilita (non si sa bene da chi, ma non andiamo ad indagare). Ma come si fa a rifiutare una richiesta così formulata?

 


LE PICCOLE CALAMITA’ QUOTIDIANE 1

SOTTOTITOLO: La mamma in ferie.

La vita è piena di calamità, ci sono quelle grandi, enormi, sconvolgenti, tragiche, ma ce ne sono anche altre, di decisamente minor rilevanza, sicuramente non così tragiche, ma che arrivano all’improvviso, a scombussolare il nostro tran tran quotidiano, e si portano via quel poco di sanità mentale che ancora ci era rimasta…bene, una di queste è avere la madre in ferie. Se hai un età compresa tra 2 anni e 99 e la madre in ferie (condizione necessaria è però il condividere lo stesso tetto, se no siete tra i fortunati che potranno evitare il disastro..e quindi..beati voi!! ) allora sei segnato, destinato a soccombere.

Una mattina tu, ignara di tutto e fermamente convinta di essere in ferie/vacanza/ nullafacente a tempo pieno… ti affacci in sala-cucina verso le 10 del mattino, fingendoti sveglia con la ferma intenzione di occupare il divano, accoccolarti sul suddetto e dedicarti ad una sana pausa lettura… il tragitto letto-divano è stato devastante, irto di pericoli, lunghissimo, e quindi una pausa te la sei pur meritata, ma ecco che come ti affacci in sala ti ritrovi in un universo parallelo: davanti a te vedi sfrecciare un essere mitologico mezzo donna mezzo piumino della polvere, con una quantità indefinita di braccia, che reggono il piumino per la polvere, la carta per pulire i vetri, lo spray per la polvere (che in casa mia non si usa MAI ma che sembra comparso magicamente..), lo spray per i vetri, il battipanni (che l’ultima volta che ho visto un battipanni, questo era in possesso di mia nonna, un oggetto orribile, giallo e verde, che metteva una tristezza addosso, e che poi era misteriosamente scomparso (no, non era svanito nel nulla, ma le rivolte dei nipoti possono essere tremende e mietere vittime anche tra gli oggetti più innocenti, e quel battipanni era tutto fuorchè innocente..) per ricomparire magicamente fra le mani di mia madre (magari è uno di quegli oggetti che viene segretamente e misteriosamente tramandato da madre a figlia, attraverso i secoli.. in questo caso io cederò molto gentilmente il mio posto alla futura sposa-compagna ma va bene anche conoscente alla lontana di mio fratello…in fondo io sono sempre stata dalla parte delle nuore, queste povere figure maltrattate dall’onnipresente suocera-arpia-valchiria che non le perdonerà mai per aver osato posare lo sguardo sul loro adorato bambino..che poi potrebbe essere un serial killer che come hobby sevizia cuccioli e ruba in chiesa, sarebbe comunque irrilevante..quindi passerò volentieri lo scettro..ehm, pardon..il battipanni a questa ipotetica nuora [qui però una precisazione ci sta..tanto per amore di precisione… la nuora in questione, insomma la compagna di mio fratello..sarà fortunatissima perchè le capiterà una suocera d’oro..peccato che la cognata non sarà così d’oro..ma insomma..non si può mica avere tutto dalla vita, no? ] ) ma ritorniamo a questo essere mitologico con le braccia in sovrannumero per reggere piumino per la polvere, carta per pulire i vetri, spray per la polvere, spray per i vetri, battipanni che passa a velocità supersonica, sfrecciando da una parte all’altra della stanza, persino il gatto è atterrito e ti guarda col terrore negli occhi accoccolato sotto al tavolo, probabilmente l’essere che dovrebbe essere tua madre ha già provato a reclutarlo nella sua lotta contro ogni traccia di sporco, facendogli contare tutti i peli che ha distrattamente lasciato sopra i mobili.

Ora il tuo istinto di sopravvivenza inizia ad affacciarsi, era ancora addormentato ma è rapido a svegliarsi, almeno lui, per fortuna, quindi tu, sperando di essere passata inosservata, tenti la ritirata, con l’idea di raggiungere la camera e fuggire dalla finestra, ma ecco che l’essere mitologico ti scorge e urla nella tua direzione qualcosa di inintelleggibile, che sentito al rallentatore potrebbe suonare come un ” Ah sei sveglia! bene, prendi questo e dammi una mano” ma che alle tue orecchie ancora ovattate dal sonno suona più come ” Assbprnstomima!” inevitabile la replica “Eh?” con tanto di espressione ebete, quindi arriva la risposta, questa volta ad una velocità umanamente comprensibile, e capisci che non hai speranza.. ma ci provi lo stesso: “almeno il caffè posso prendermelo, prima?” questa domanda paralizza per un istante l’essere che continuava a sfrecciare avanti e indietro, che ti guarda come se la marziana fossi tu “certo!” al che tu pensi ci sia ancora speranza, magari là dentro c’è ancora tua madre e ti appropinqui alla caffettiera, ma nemmeno il tempo di raggiungerla e senti una voce ” Finito?” Evidentemente anche tu dovresti essere dotata di velocità supersonica, ma non si capisce bene come a te questa dote non è toccata, quindi rassegnata rinunci a raggiungere l’agognata caffettiera, e con aria da martire rispondi ” che devo fare?”.

Di solito a questo punto, essendo che lei è dalle 7 (se non prima) che impazza per la casa (però devo ammetterlo, nelle camere non entra se stiamo dormeno…eh, sì..io e mio fratello siamo fortunati) ed essendo che, ahinoi, non viviamo in un castello, praticamente ha già tirato a lucido il lucidabile (tra cui anche il gatto, che infatti ti sembrava un po’ troppo ben “pettinato”..) e quindi, fortunatamente, l’unica cosa che ti rimane da fare è mettere a posto il piumino per la polvere, la carta per i vetri, gli spray per il vetro e la polvere..e il battipanni? No, quello no…è magicamente scomparso, così com’era magicamente comparso..( e capisci che non è davvero il caso di fare domande al riguardo…) insomma, tempo stimato:un minuto scarso.

A cuor leggero torni in cucina-sala dove ti accoglie tua madre, ora tornata una persona normale (per quanto normale possa essere una mamma), con una quantità umana di braccia, che ti attende a braccia incrociate, con uno sguardo di disapprovazione, e dopo un istante di silenzio, che tu passi a far mente locale dei tuoi ultimi momenti, per capire dove hai commesso peccato mortale, ecco che arrivano le fatidiche parole: ” Ma il caffè non l’hai fatto?”


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