il mio mondo

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31 DICEMBRE

Questa non è esattamente una poesia, almeno in senso stretto, ma è un pezzo tratto dal primo degli Inni alla notte di Novalis. Non è in versi, ma è poesia.

“Mi ripiego verso la sacra notte, impronunciabile, colma di misteri. Giace lontano il mondo – sprofondato in una tomba – il suo luogo è deserto e solitario. Tra le corde dell’animo spira profonda malinconia. In gocce di rugiada voglio precipitare, mischiandomi con la cenere. – Distanze del ricordo, desideri di gioventù, sogni d’infanzia, brevi gioie di un’intera lunga vita e vane speranze giungono, in vesti grigie, come nebbie serotine al tramonto del sole. In altri spazi la luce spiegò le tende festose. non tornerà mai più dai suoi figli, che l’attendono con la fede degl’innocenti?”

[“Inni alla notte e canti spirituali” di Novalis] (traduzione di Susanna Mati)


30 OTTOBRE

SILENTIUM:

Она ещё не родилась,
Она и музыка и слово,
И потому всего живого
Ненарушаемая связь.

Спокойно дышат моря груди,
Но, kак безумный, светел день.
И пены бледная сирень
В черно-лазоревом сосуде.

Да обретут мои уста
Первоначальную немоту,
Как кристаллическую ноту,
Что от рождения чиста!

Останься пеной, Афродита,
И слово в музыку вернись,
И сердце сердца устыдись,
С первоосновой жизни слито!

di Osip Mandel’stam

Silentium:

Lei non è ancora nata,
lei è musica e parola,
e per questo di tutto ciò che vive
è il legame indissolubile.

Respirano calmi i seni del mare,
ma come impazzito illumina il giorno
e gli scialbi lillà della schiuma
stanno in un vaso nero-celeste.

E trovino le mie labbra
L’originale mutismo,
come una nota cristallina
che è pura dalla nascita!

Rimani schiuma, Afrodite,
e parola ritorna musica,
e cuore vergognati del cuore,
fuso con l’elemento primordiale della vita.

 


30 SETTEMBRE

LA MIA SERA di Giovanni Pascoli

Il giorno fu pieno di lampi;
ma ora verranno le stelle,
le tacite stelle. Nei campi
c’è un breve gre gre di ranelle.
Le tremule foglie dei pioppi
trascorre una gioia leggera.
Nel giorno, che lampi! Che scoppi!
Che pace, la sera!

Si devono aprire le stelle
nel cielo sì tenero e vivo.
Là, presso le allegre ranelle,
singhiozza monotono un rivo.
Di tutto quel cupo tumulto,
di tutta quell’aspra bufera,
non resta che un dolce singulto
nell’umida sera.

È, quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d’oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube del giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell’ultima sera.

Che voli di rondini intorno!
Che gridi nell’aria serena!
La fame del povero giorno
prolunga la garrula cena.
La parte, sì piccola, i nidi
nel giorno non l’ebbero intera.
Né io… e che voli, che gridi,
mia limpida sera!

Don… Don… E mi dicono, Dormi!
Mi cantano, Dormi! Sussurrano,
Dormi! Bisbigliano, Dormi!
Là, voci di tenebra azzurra…
Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch’io torni com’era…
sentivo mia madre… poi nulla…
sul far della sera.

 

 


30 APRILE

BRIGHT STAR

Bright star, would I were stedfast as thou art–
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature’s patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth’s human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors–
No–yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever–or else swoon to death.

[John Keats]

Come al solito non ho tempo, quindi la traduzione la prendo direttamente dal web….

Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,
a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
come paziente di natura, insonne eremita,
le mobili acque al loro dovere sacerdotale
di puro lavacro intorno a rive umane,
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
della neve sopra i monti e le pianure.
No – pure sempre fermo, sempre senza mutamento,

vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,

sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
sempre desto in una dolce inquietudine
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
e così vivere in eterno – o se no venir meno nella morte.

P.S. Il film, che porta il titolo di questa poesia, è splendido… :)


29 FEBBRAIO

Arriva la fine del mese, e arriva la poesia di turno… ed oggi è la volta di…. “Atat de frageda…” di Mihai Eminescu.

Atât de fragedă, te-asameni
Cu floarea albă de cireş,
Şi ca un înger dintre oameni
În calea vieţii mele ieşi.

Abia atingi covorul moale,
Mătasa sună sub picior,
Şi de la creştet pân-în poale
Pluteşti ca visul de uşor.

Din încreţirea lungii rochii
Răsai ca marmura în loc -
S-atârnă sufletu-mi de ochii
Cei plini de lacrimi şi noroc.

O, vis ferice de iubire,
Mireasă blândă din poveşti,
Nu mai zâmbi! A ta zâmbire
Mi-arată cât de dulce eşti,

Cât poţi cu-a farmecului noapte
Să-ntuneci ochii mei pe veci,
Cu-a gurii tale calde şoapte,
Cu-mbrăţişări de braţe reci.

Deodată trece-o cugetare,
Un văl pe ochii tăi fierbinţi:
E-ntunecoasa renunţare,
E umbra dulcilor dorinţi.

Te duci, ş-am înţeles prea bine
Să nu mă ţin de pasul tău,
Pierdută vecinic pentru mine,
Mireasa sufletului meu!

Că te-am zărit e a mea vină
Şi vecinic n-o să mi-o mai iert,
Spăşi-voi visul de lumină
Tinzându-mi dreapta în deşert.

Ş-o să-mi răsai ca o icoană
A pururi verginei Marii,
Pe fruntea ta purtând coroană -
Unde te duci? Când o să viï?

 

La traduzione l’ho trovata in rete, penso sia la migliore che ho trovato, anche se non è molto soddisfacente, rispetto alla poesia originale. MA comunque..eccola qua!

Così soave rassomigli
Il bianco fiore del ciliegio
E angelo, tu, fra la gente,
Incontro alla mia vita sorgi.

Appena sfiori il tappeto,
La seta sona quando muovi,
E dalla testa fino ai piedi,
Leggera come sogno voli.

Di tra le pieghe del vestito
A mo’ di fermo marmo spicchi,
Mi pende l’anima ai tuoi occhi
Di lacrime e sorte ricchi.

Oh, vago sogno d’amore,
Soave sposa delle fiabe,
Più non sorrider! Il sorriso
Mi svela quanto tu sei dolce

E puoi col fascino notturno
Per sempre gli occhi abbuiarmi,
Con caldi sussurri di labbra,
Con fredde braccia ad abbracciarmi.

Di colpo affiora un pensiero -
Un velo suoi tuoi occhi in fiamme:
C’è il cuposcuro abbandono,
C’è l’ombra delle dolci brame.

Te’n vai ed io ho ben capito
Di non tener dietro al tuo passo,
Per me perduta in eterno
Della mia anima, tu sposa!

A me la colpa vista averti,
E mai me la perdonerò,
L’azzurro sogno sconterò,
La destra sporta nei deserti.

E a me risorgerai, icona
Della per sempre Immacolata,
Sulla tiua fronte la corona -
Dove te’nvai? Quando verrai?


31 GENNAIO

E per chiudere in bellezza il mese…una poesia! E ho anche deciso di fare le cose per bene (sì, mi faccio i complimenti da sola.. :P ) quindi c’è anche il video con la lettura.. buon ascolto!

Звук осторожный и глухой
Плода, сорвавшегося с древа,
Среди немолчного напева
Глубокой тишины лесной...

“Suono cauto e sordo
del frutto, che si è staccato dal ramo,
nell’ incessante melodia
della profonda quiete boschiva”

[di Osip Mandel’stam]


AHHH….L’AUTUNNO!

Ha messo chiome il bosco d’autunno.
Vi dominano buio,sogno e quiete.
Nè scoiattoli,nè civette o picchi
lo destano dal sogno.
E il sole pei sentieri dell’autunno
entrando dentro quando cala il giorno
si guarda intorno bieco con timore
cercando in esso trappole nascoste.
(B.Pasternak)

La terra si veste

del giallo delle foglie

in autunno.

Il vento

raccoglie i sussurri

dei trepidi uccelli

e gioca

coi rami avvizziti

che additano il cielo.

Ho visto danzare

sul mare

tanti pezzetti di luna.

 

A. Russo

Evviva evviva evviva!! Da ben tre giorni è autunno!!!! Quindi…evviva evviva evviva!!!
e si…da ben tre giorni…perchè l’autunno inizia il 23 settembre e non il 21!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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