il mio mondo

LE PICCOLE CALAMITA’ QUOTIDIANE 1

SOTTOTITOLO: La mamma in ferie.

La vita è piena di calamità, ci sono quelle grandi, enormi, sconvolgenti, tragiche, ma ce ne sono anche altre, di decisamente minor rilevanza, sicuramente non così tragiche, ma che arrivano all’improvviso, a scombussolare il nostro tran tran quotidiano, e si portano via quel poco di sanità mentale che ancora ci era rimasta…bene, una di queste è avere la madre in ferie. Se hai un età compresa tra 2 anni e 99 e la madre in ferie (condizione necessaria è però il condividere lo stesso tetto, se no siete tra i fortunati che potranno evitare il disastro..e quindi..beati voi!! ) allora sei segnato, destinato a soccombere.

Una mattina tu, ignara di tutto e fermamente convinta di essere in ferie/vacanza/ nullafacente a tempo pieno… ti affacci in sala-cucina verso le 10 del mattino, fingendoti sveglia con la ferma intenzione di occupare il divano, accoccolarti sul suddetto e dedicarti ad una sana pausa lettura… il tragitto letto-divano è stato devastante, irto di pericoli, lunghissimo, e quindi una pausa te la sei pur meritata, ma ecco che come ti affacci in sala ti ritrovi in un universo parallelo: davanti a te vedi sfrecciare un essere mitologico mezzo donna mezzo piumino della polvere, con una quantità indefinita di braccia, che reggono il piumino per la polvere, la carta per pulire i vetri, lo spray per la polvere (che in casa mia non si usa MAI ma che sembra comparso magicamente..), lo spray per i vetri, il battipanni (che l’ultima volta che ho visto un battipanni, questo era in possesso di mia nonna, un oggetto orribile, giallo e verde, che metteva una tristezza addosso, e che poi era misteriosamente scomparso (no, non era svanito nel nulla, ma le rivolte dei nipoti possono essere tremende e mietere vittime anche tra gli oggetti più innocenti, e quel battipanni era tutto fuorchè innocente..) per ricomparire magicamente fra le mani di mia madre (magari è uno di quegli oggetti che viene segretamente e misteriosamente tramandato da madre a figlia, attraverso i secoli.. in questo caso io cederò molto gentilmente il mio posto alla futura sposa-compagna ma va bene anche conoscente alla lontana di mio fratello…in fondo io sono sempre stata dalla parte delle nuore, queste povere figure maltrattate dall’onnipresente suocera-arpia-valchiria che non le perdonerà mai per aver osato posare lo sguardo sul loro adorato bambino..che poi potrebbe essere un serial killer che come hobby sevizia cuccioli e ruba in chiesa, sarebbe comunque irrilevante..quindi passerò volentieri lo scettro..ehm, pardon..il battipanni a questa ipotetica nuora [qui però una precisazione ci sta..tanto per amore di precisione… la nuora in questione, insomma la compagna di mio fratello..sarà fortunatissima perchè le capiterà una suocera d’oro..peccato che la cognata non sarà così d’oro..ma insomma..non si può mica avere tutto dalla vita, no? ] ) ma ritorniamo a questo essere mitologico con le braccia in sovrannumero per reggere piumino per la polvere, carta per pulire i vetri, spray per la polvere, spray per i vetri, battipanni che passa a velocità supersonica, sfrecciando da una parte all’altra della stanza, persino il gatto è atterrito e ti guarda col terrore negli occhi accoccolato sotto al tavolo, probabilmente l’essere che dovrebbe essere tua madre ha già provato a reclutarlo nella sua lotta contro ogni traccia di sporco, facendogli contare tutti i peli che ha distrattamente lasciato sopra i mobili.

Ora il tuo istinto di sopravvivenza inizia ad affacciarsi, era ancora addormentato ma è rapido a svegliarsi, almeno lui, per fortuna, quindi tu, sperando di essere passata inosservata, tenti la ritirata, con l’idea di raggiungere la camera e fuggire dalla finestra, ma ecco che l’essere mitologico ti scorge e urla nella tua direzione qualcosa di inintelleggibile, che sentito al rallentatore potrebbe suonare come un ” Ah sei sveglia! bene, prendi questo e dammi una mano” ma che alle tue orecchie ancora ovattate dal sonno suona più come ” Assbprnstomima!” inevitabile la replica “Eh?” con tanto di espressione ebete, quindi arriva la risposta, questa volta ad una velocità umanamente comprensibile, e capisci che non hai speranza.. ma ci provi lo stesso: “almeno il caffè posso prendermelo, prima?” questa domanda paralizza per un istante l’essere che continuava a sfrecciare avanti e indietro, che ti guarda come se la marziana fossi tu “certo!” al che tu pensi ci sia ancora speranza, magari là dentro c’è ancora tua madre e ti appropinqui alla caffettiera, ma nemmeno il tempo di raggiungerla e senti una voce ” Finito?” Evidentemente anche tu dovresti essere dotata di velocità supersonica, ma non si capisce bene come a te questa dote non è toccata, quindi rassegnata rinunci a raggiungere l’agognata caffettiera, e con aria da martire rispondi ” che devo fare?”.

Di solito a questo punto, essendo che lei è dalle 7 (se non prima) che impazza per la casa (però devo ammetterlo, nelle camere non entra se stiamo dormeno…eh, sì..io e mio fratello siamo fortunati) ed essendo che, ahinoi, non viviamo in un castello, praticamente ha già tirato a lucido il lucidabile (tra cui anche il gatto, che infatti ti sembrava un po’ troppo ben “pettinato”..) e quindi, fortunatamente, l’unica cosa che ti rimane da fare è mettere a posto il piumino per la polvere, la carta per i vetri, gli spray per il vetro e la polvere..e il battipanni? No, quello no…è magicamente scomparso, così com’era magicamente comparso..( e capisci che non è davvero il caso di fare domande al riguardo…) insomma, tempo stimato:un minuto scarso.

A cuor leggero torni in cucina-sala dove ti accoglie tua madre, ora tornata una persona normale (per quanto normale possa essere una mamma), con una quantità umana di braccia, che ti attende a braccia incrociate, con uno sguardo di disapprovazione, e dopo un istante di silenzio, che tu passi a far mente locale dei tuoi ultimi momenti, per capire dove hai commesso peccato mortale, ecco che arrivano le fatidiche parole: ” Ma il caffè non l’hai fatto?”

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