il mio mondo

Archivio per agosto, 2011

IL RIENTRO

Il classico…appena tornata dalle vacanze e già vorrei tornare nel piccolo mondo che ho lasciato. Come se non bastasse avrei bisogno di una vacanza per riprendermi dalla vacanza, le ore di sonno accumulato sembrano incombere su di me come una cappa, ho fatto cose che non credevo avrei mai fatto (si dice ben “mai dire mai”, ma accidenti a me! ) e anche se di tornare ero felice, almeno in parte, dopo quasi un mese di latitanza dal mondo vero..insomma niente internet, niente tg, niente giornali, tutto ciò che accadeva fuori dal mio piccolo paesino non mi riguardava minimamente..ero “ansiosa” di tornare alla mia vita, che era rimasta acquattata in attesa del mio ritorno. Ehh già. per me il ritorno (non da tutte le ferie, ma solo da quelle nel mio piccolo angolo di paradiso) sono un ritorno a me stessa, alla vita di tutti i giorni, al tran tran quotidiano con le sue preoccupazioni (che non sono tante e neppure enormi, ma intanto ci sono) quindi..chi non vorrebbe tornarci, e al volo, anche?

Insomma, quando sei là dopo un po’ vorrei tornare, in parte (e sottolineo in parte) perchè è come se fosse un capodanno lungo un mese..mentre sono là faccio un sacco di buoni propositi (alcuni vivono per un mese, altri pochi giorni, ma in fondo è ciò che succede a quasi tutti i buoni propositi per il nuovo anno) e quindi non vedo l’ora di metterli in pratica, e in fondo la mia vita mi piace, e pensare che se ne sta abbandonata in attesa del mio ritorno un po’ mi dispiace…Ma quando torno, basta mettere piede in casa, inizio a sospirare contenta, per essere tornata finalmente a casa, ma già mentre quel sospiro si conclude diventa malinconico. Quasi quasi faccio finta di niente e torno indietro.

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LE PICCOLE CALAMITA’ QUOTIDIANE….2

La piccola calamità quotidiana di oggi è una piaga infestante che appesta quasi esclusivamente l’universo femminile (anche se, andando avanti così probabilmente finirà per travolgere anche i maschietti, ma per ora noi siamo le fortunate a cui tocca sopportare questa disgrazia).

Ebbene sì… sto parlando della BORSA. Accessorio indispensabile che ogni essere bipede di sesso femminile si porta appresso, e che, quale che siano foggia, colore, dimensione, e altre amene variabili, finisce sempre per assomigliare, se non altro per sostanza, a quella che si portava appresso Mary Poppins.

Dunque, giusto per fare una piccola premessa (che probabilmente si trasformerà in  una lunga digressione sconclusionata) io odio le borse, ho combattuto il più a lungo possibile contro di loro, prima di cedere al “se non puoi batterli, unisciti a loro”, ma nonostante questo io preferisco le tasche. Sarà che io delle tasche mi sono sempre fidata…già dalle elementari, quando me ne andavo in giro come un folletto saltellante, con il mio faccino da schiaffi, il lungo grembiule nero e le tasche straripanti di ogni possibile cosa..dalla merendina e succo di frutta per l’intervallo, a fazzoletti, caramelle, oggetti inutili ma di sicuro fascino per una bimbetta, e mezzo portapenne (anzi, ad essere sincera, praticamente tutto il portapenne..ricordo che c’era una mia compagna di classe, che oggi è diventata LA mia amica, quella che sopporta in silenzio ogni mia uscita, ed è abbondantemente ricambiata..ma allora non sapevamo che ci saremmo ridotte così..comunque, c’era questa mia compagna che nelle ore di lezione si passava il tempo risistemando i portapenni di tutti, rimettendo al loro posto ogni singola biro, matita, pastello e pennarello, ed io rappresentavo la sua sfida più grande, pian piano arrivava al mio banco, cercando di distrarmi dalle mie contemplazioni..lei risistemava i portapenni, io guardavo fuori dalla finestra.. e la colpa non era mia, se il panorama è stupendo c’è poco da fare, bisogna, nel modo più assoluto ammirarlo, ma vaglielo a spiegare alle maestre…sempre detto, ero una piccola incompresa..comunque lei cercava di farmi tornare sulla terra e mi convinceva a svuotarmi le tasche, e pian piano rimetteva apposto ogni cosa, e se era fortunata il suo lavoro durava si e no un giorno, poi le cose tornavano magicamente nelle mie tasche..) insomma, si è capito, amore spassionato per le tasche, tanto che ancora adesso quando vado in vacanza, soprattutto le 2-3 settimane che passo nel mio adorato paesino in montagna, la borsa diventa un ricordo e torno alle origini, riempiendo a dismisura le tasche, meglio se di felpe, sono più capienti, ci sta davvero un sacco di roba…addirittura le lattine…fantastico, no?

Finita la mia “piccola” premessa posso ritornare a parlare di borse. Per rendercela più piacevole l’hanno pubblicizzata, osannata, e quant’altro ed oggi è diventato un must, e ne esistono di tutte le forme e colori…anche a forma di gufo, piuttosto che di mongolfiera..passando per una serie infinita di forme, ma purtroppo le cose non cambiano: da fuori sembrano innocui oggettini, tutt’alpiù accessori piacevoli, ma dentro…dentro sono dei buchi neri portatili, in cui sarebbe facilissimo far sparire un cadavere, e non sto scherzando, anche le più piccole, quelle che sembrano inutili, solo per bellezza, in realtà riescono a contenere un cosmo in miniatura. Qualsiasi cosa si cerchi non salterà mai fuori in tempi utili,  ma nel frattempo con quello che ci hai tirato fuori potresti riarredarci, senza esagerare, un monolocale di modeste dimensioni. Le borse sono la principale causa di smarrimento oggetti, ed anche la prima per il ritrovo dei suddetti..ad anni di distanza, però…ad esempio a metà agosto capita spesso di tirare fuori da questi oggetti infernali un guanto, esatto! quel guanto che a gennaio, con un freddo becco, la neve che scendeva e il vento che tirava, voi avevate cercato ovunque (borsa compresa, ovviamente, anzi, era stato il primo posto in cui vi eravate fiondate a cercarlo, perchè eravate sicure di aver messo in borsa il guanto…cioè..il paio relativo, di cui però solo un componente vi era allora tornato in mano) ma niente, nessuna traccia, manco andare a  “Chi la visto?” ha dato frutti, ed infine ecco che candido e placido ti viene risputato dalla borsa in agosto, mentre tu traffichi in quel bailamme al tuo fianco alla ricerca disperata di una bottiglietta d’acqua.

Inoltre sfidano le più comuni regole del buonsenso, ed è questo che di solito sembra sfuggire ai  maschietti di turno, che puntualmente si ritrovano a fare domande che fanno imbestialire (e imbestialire è dir poco…) noi misere portatrici (non troppo sane) di borse: ” Se non trovi qualcosa, perchè non la svuoti?” chiedono con aria innocente…partendo dal presupposto che svuotare una borsa completamente in un luogo pubblico non è una cosa nemmeno lontanamente immaginabile, per diversi motivi..insomma, la borsa è una cosa intima, per un motivo o per l’altro c’è dentro il nostro mondo… e non si spiattella sotto gli occhi di benemeriti sconosciuti tutta la nostra vita..ed in secondo luogo..avete mai visto l’interno di una borsa? Se sì allora avete già capito perchè sarebbe una cosa totalmente impraticabile, e poi sarebbe totalmente inutile. Semplicemente gli oggetti spariscono e poi compaiono a loro piacere, quando si sono stancati di girovagare per universi paralleli e vivere avventure chissà dove. Non ci si può far niente..ci si rassegna, si attende e se ci si comporta bene la fatina della borsa( Babbo Natale, la Befana, San Nicola, il topino dei denti..ma va bene anche l’Uomo Nero) prima o poi farà ricomparire il tutto.

Inoltre, a rigor di logica, gli oggetti grandi sono più difficili da smarrire di quelli piccoli: una bottiglietta d’acqua dovrebbe essere reperibile molto più velocemente e facilmente di, chessò, un burrocacao…e invece no! Grande o piccolo non fa nessuna differenza..le borse sono per le pari opportunità, spariscono tutti allo stesso modo, e tutto ci deve mettere un tempo adeguatamente lungo prima che il recupero sia concesso. E non sto scherzando..io di tanto in tanto le bottigliette d’acqua le perdo veramente. (Ho una borsa, veramente comoda, che è di medie dimensioni, è grandicella ma niente di esagerato, eppure riescono a starci le cose più sorprendenti, in ordine di tempo, ad esempio, una confezione doppia di pizze surgelate, che, se avete presente, non sono esattamente di dimensioni tascabili..eppure ci sono state senza problemi, ed ho i testimoni..estrefatti ma ci sono…e quando sono stata a Mosca sono riuscita a farci stare, otre alle solite cose, riassumibili in: portafoglio, documenti, fazzoletti, sigarette, caramelle, cicles, e altre quisquilie simili: ben :un ombrellino, una sciarpa, un maglione, la guida della città, non una ma ben due bottigliette d’acqua e la macchina fotografica, il tutto senza sforzo… e questo solo per darvi un’idea di cosa possa essere amenamente portato in giro in quelle trappole infernali.)