il mio mondo

IL VELO CHE RICOPRE LE TENEBRE e Viaggio a Konigsberg

Eccomi qua dopo aver finito i due libri arrivati grazie alla mia prima catena di lettura (evviva!!) Dunque..nell’altro post avevo detto che li avrei “recensiti”, quindi dopo averlo fatto sul sito apposito lo rifaccio anche qua..In fondo è il minimo..

Quindi..via con il primo libro…quello che è stato una gradita sorpresa perchè non mi aspettavo di ricevere: “Viaggio a  Konigsberg” e l’autore è  Gerardo Guerra.

“Negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, il giovane ingegnere polacco Nikolaj Michajlovicˆ si trasferisce a Königsberg, dove partecipa alla costruzione dell’immensa potenza militare tedesca. Il racconto si incentra sul conflitto psicologico del protagonista, combattuto tra gli occhi della bellissima Rosina e la violenza dei cannoni prussiani, tra la nostalgia per il proprio Paese e l’isteria collettiva che va crescendo in Europa, fino all’incontro con il proprio sé irredento, che ogni popolo e ogni uomo deve incontrare. Il cammino si snoda fino a quella tragica mattina di Sarajevo, quando l’Europa incontrò il proprio destino e l’arciduca Francesco Ferdinando la morte.” Questa la trama, ma c’è un ultimo racconto “Caligo”  a concludere il libro, su cui però non vi rovino la sorpresa, avvolto da un’atmosfera cupa e inquietante.

Questo è il primo romanzo dell’autore, e anche se il genere non è esattamente il mio preferito, non è stato tempo buttato via, ma un’ora abbondante trascorsa in modo abbastanza piacevole. In realtà il libro è permeato da situazioni oniriche, dove realtà, sogno, delirio si mescolano, e di solito questo per me non è certo un punto a favore, di solito i libri così li sfuggo, ma in realtà questo si lascia leggere, forse anche perchè non è un mattone di chissà quante pagine. Lo stile è scorrevole, molto usate le frasi brevi (che io adoro tantissimo, forse perchè io e le frasi brevi viviamo su due mondi completamente diversi, ci posso anche provare a scrivere così, ma basta che mi distragga un nano secondo, ed ecco che le mie frasi diventano interi poemi..non c’è mai stato verso, e continuerà ad essere così) e di tanto in tanto ecco spuntare fra la prosa sprazzi di poesia, una frase, o un paio di parole, che evocano immagini poetiche.

Per il secondo romanzo invece il discorso è un po’ diverso. “Il velo che ricopre le tenebre” invece è “fantasy” (lo metto tra virgolette perchè tra tutti i sottogeneri che stanno spuntando adesso io non mi ci raccapezzo per niente..) ed è decisamente il mio genere, quindi la lettura è stata sicuramente più piacevole.

“Cinque amici trovano un libro antico interamente composto da pagine bianche. Chi lo legge impazzisce. A chi apparteneva il libro? Indagini, streghe, inquisizione, roghi. E ogni tanto compare pure il diavolo. Un viaggio in una Praga magica. In una Padova sconosciuta ai più. In una Chioggia da scoprire. Tra verbali di processi per stregoneria realmente avvenuti e la leggenda delle streghe della Val Camonica.”

La prima cosa che ho detto quando ho finito questo libro è stata: “Voglio visitare Chioggia!” Le descrizioni che l’autore ne fa la dipingono come una città magica, una città interessante, da scoprire..insomma, a me ha fatto venire una gran voglia di andarci.

Detto questo posso proseguire.. lo spunto di per sè non sarà magari il massimo dell’originalità, ma il libro è piacevole e la storia avvincente, certo, non è esattamente il massimo, ma in giro si trova anche di peggio, perciò.. Lo stile è scorrevole, e i dialoghi sono strutturati come se facessero parte di un copione, e non di un romanzo, ma ciò non fa che agevolare la lettura, e il fatto che alcune parti siano in dialetto rende la lettura più accattivante, dandole un alone di colorito locale.

In comune con il libro precedente ci sono l’abbondanza di scene oniriche, che però data la storia non stonano affatto, e lo spuntare qua e là di poesia fra la prosa, come una piacevole sorpresa che la pagina ci offre. Inoltre ci sono molti riferimenti letterari, e vere e proprie citazioni, che aggiungono interesse alla storia, rendendo il libro un piacevole compagno per tutta la durata della sua lettura.

Tra l’altro è una piacevole sorpresa..ultimamente il fantasy italiano non sta attraversando un bel periodo, stampano libri dalle storie trite e ritrite, in cui a volte oltre all’immaginazione anche l’italiano diventa un optional, ma questo, per fortuna, non rientra in quella categoria. 

Per farla breve è stata una lettura piacevole, che mi ha tenuto compagnia durante la giornata. Evviva!

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