il mio mondo

COSE CHE..MANCO GOOGLE TRADUTTORE

Amore e odio. Questo potrebbe tranquillamente essere il sottotitolo.

 

Il soggetto, o meglio, l’oggetto di questa passione (e qua il termine può tranquillamente essere usato in diverse accezioni)  è uno scrittore russo Anatoliy Mariengof. Scrittore semi-sconosciuto persino in patria, di cui mi sono disgraziatamente capitate in mano delle pagine. In mezzo ad una sessione d’esami (che ovviamente non è il periodo più tranquillo che si possa immaginare) ho dovuto fare una traduzione di alcune pagine di un romanzo di questo benedetto tipo. La traduzione è considerata come parte dell’esame (nel senso che va a far media con il voto dell’esame vero e proprio, come se già l’esame di per sè non fosse impegnativo ù.ù) e solitamente consisteva in un racconto o in un saggio breve, cioè di un qualcosa con un proprio inizio, un proprio svolgimento e una propria fine. (Cosa di per sè logica e normale) ma quest’anno la prof si sentiva in vena di novità..in fondo, perchè essere banali??!! Quindi ha pensato di prendere un romanzo più o meno a caso, non ancora tradotto e di dividerlo fra noi poveri studenti. (Questo fatto da solo ha già le caratteristiche dell’incubo, perchè, voglio dire, come accidenti si può tradurre bene (o almeno provarci!)una storia, quando non sai cosa succede prima, nè cosa succederà dopo le poche pagine che hai davanti. Per non parlare poi di tutti i problemi legati strettamente alla traduzione(che non mi metterò ad elencarvi., perchè se no starei qua fino a domani)) Ma non è finita qua, perchè il libro alla fine risulta di difficile lettura per i russi stessi, e se è difficile per loro figuriamoci per noi, poveri studenti sfigati!!

Già, perchè il caro estinto usava un linguaggio molto, ma molto, particolare. Prima di tutto parla per immagini, usa un sacco di accostamenti strani (tipo aggettivi che si riferiscono a nomi appartenenti a sfere semantiche completamente diverse, ecc..),e poi usa un sacco di neologismi (alcuni termini, se cercati su internet comparivano solo e soltanto nelle versioni on line di questo libro, e da nessunissima altra parte..tanto per dare un’idea) e di proverbi(alcuni dei quali risultano poco chiari anche per i russi, tanto per rimarcare) e non potevano certo mancare i giochi di parole.

 

Direi che dopo questo è chiaro perchè si sia sviluppato l’odio. Decisamente oscuro rimane invece l’amore (e, devo confessare, per me è ancora oscuro), però il libro  sembra davvero interessante. O meglio..la storia sembra particolare, lo stile è accattivante, frasi breve, veloci, continui salti spazio-temporali, e un linguaggio che ha del notevole, con tutti quegli accostamenti particolari, molto..immaginifici. Perciò sono davvero incuriosita, e mi farebbe piacere, prima o poi, leggerlo.

 

Ma tradurlo (mi riferisco alla mia parte, ma ho parlato con diversi altri poveri sfigati come me, e anche loro navigavano nelle mie stesse acque..senza punti  di riferimento, completamente spersi e senza sapere a che santo votarsi) è stato qualcosa di veramente provante. Anche se i lati simpatici non sono mancati, infatti, prima di arrivare ad avere delle frasi di senso compiuto, tutti abbiamo avuto davanti agli occhi delle traduzioni letterali che potevano tranquillamente competere con quelle, spettacolari, di Google traduttore. (Torno a dire..se vi manca, provatelo..è esilarante!)

Iniziando dal   “ Si accomodi cittadino con l’automobile

e passando per  “Il mascara sputacchiera”

fino ad arrivare alla splendida ” -Eh, un palo di quercia in mezzo al mare e il mare piange- la quarta volta dagli acquisti alzate, L.E. Veramente, giocare con voi, maestro, che la zanzara a san Nicola cantare: Cafettano corto!”

(e vi assicuro che quando dopo esservi dannati per capire la frase vi trovate davanti agli occhi questa accozzaglia di parole, buttate a caso senza nessun nesso logico le reazioni più frequenti sono: a) immensa voglia di piangere o, in alternativo, urlo di frustrazione mentre si invocano tutte le possibili potenze oscure per ricoprire di insulti e accidenti l’anima del caro estinto scrittore (sottolineando il fatto che è fortunato ad essere morto, perchè se fosse stato ancora vivo la situazione l’avreste risolta voi, andandolo a prelevare a casa e scortandolo direttamente al cimitero) e poi, finalmente, scoppiare a ridere perchè tanto altro non si può fare; oppure b) scoppiare a ridere davanti a tale assurdità,e lasciare che la risata si trasformi in una crisi infinita id pianto, o al solito urlo di frustrazione con conseguente invocazione di potenze oscure.)

[Le prime due mi sono state risparmiate, essendo capitate ad una mia compagna, mentre l’ultima è capitata proprio a me (e fosse stata l’unica senza senso!) e alla fine la traduzione un po’ più corretta sarebbe “-Eh, è caduta una quercia nel mare e il mare piange-dai suoi acquisti è la quarta volta che rilancia, L.E. Credetemi, giocare con voi, maestro, è come il ronzare di una zanzara nel giorno di San Nicola: sono al verde!.”  E vi assicuro che così è sensata!!!! (e sì, sono seria..ù.ù) ]

 

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