il mio mondo

E MENO MALE CHE E’ SABATO!

Vi è mai capitato di avere una settimana o anche solo un giorno, o anche un intero mese (ma magari anche no!) in cui vi capitano mille piccole cose una “peggio” dell’altra… niente di grave, solo cavolate che però sembrano comunicarvi che l’universo-mondo magari non vi trova molto simpatici?

Ecco, la settimana appena trascorsa per me è stata cosi, ma in barba all’universo-mondo che mi remava contro sono riuscita ad arrivare alla fine della settimana con il mio buon umore intatto (forse un po’ più che intatto, dato che giovedì mattina la mia amica mi ha chiesto se stessi bene, perché sprizzavo allegria da tutti i pori).

Ma ecco l’elenco delle mie “disgrazie” tanto per immortalare questa settimana piena di insidie:

-lunedì ho combattuto contro una bottiglia di cedrata(non di quelle di vetro, di quelle banalissime in plastica, tanto per dare un’idea), che impassibile alle mie suppliche è rimasta ermeticamente chiusa (le bottiglie di oggi sono così riservate!) anche dopo il pagamento di un tributo in carne e sangue! Quella bottiglia era un vampiro!! E non c’è stato verso di convincerla…. Bottiglia 1- Me 0… Alla fine sono passata alle maniere forti (o meglio, la mia coinquilina, impietosita) e ho tagliato direttamente il tappo sanguinario.

Aggredita da una bottiglia! Oltre il danno la beffa. (Secondo la mia amica è la giusta punizione per aver cercato di bere la cedrata… mah!)

-martedì c’era un tempo grigio, freddo e umido dopo una settimana che più che primaverile era già estiva. Pioveva, faceva un freddo della miseria e tutto era abbastanza grigio e deprimente. Già di per sè è un tempo che a me non dispiace.  In più, uscendo dal portone, mi sono infilata le cuffie. Mentre io mi infilavo le cuffiette mi sono passati davanti due signori anzianotti che si lamentavano del tempo. Anzi, inveivano proprio con espressioni decisamente colorite. Evidentemente era un tema che stava loro decisamente a cuore. Peccato che proprio mentre ci siamo trovati faccia a faccia, nelle cuffie mi è partita “Aomour” dei Rammstein, canzone che mi piace, e che in questo periodo ha anche un qualche valore aggiunto, e che si adattava perfettamente al giorno, al tempo… era decisamente azzeccata, quindi mi si è disegnato sul viso un enorme sorrisone, che come conseguenza ha attirato le ire funeste dei due signori incazzusi, che mi hanno lanciato un’occhiataccia assassina. Ero sveglia da meno di mezz’ora e già un’accoppiata di occhiate omicide. Il modo migliore per iniziare la giornata! 😛

-ma non paga, arrivo all’università leggermente in anticipo. La porta dell’aula in cui avevo lezione era chiusa, ma visto che il mio anticipo era davvero leggero non ci ho fatto troppo caso. Anche perchè quella è un’aula sfigata, orribile, che non vuole mai nessuno e che rifilano sempre alla solita manica di irrecuperabili (fra i quali, per un motivo o per l’altro, io ci sono sempre…chissà perché… u.u). Come se non bastasse la porta dell’aula si apre verso l’esterno, quindi verso di me che stavo per aprirla. Peccato che c’era lezione. E il professore era beatamente appoggiato alla porta. Che io ho aperto con decisione. Mi è quasi volato addosso.

-Martedì era veramente la mia giornata. Non c’è che dire. Dopo le due lezioni io e la mia fidata amica (avendo gli stessi corsi in sto periodo siamo l’una l’ombra dell’altra) abbiamo fatto la nostra solita capatina in bagno prima di dedicarci alla pausa pranzo. Ora la capatina in bagno è un rituale (diciamo pure una necessità, visto che dopo 4 ore sedute nella stessa aula, ad ingurgitare litri d’acqua per non iniziare a tossire come “tbcitiche” a causa della polvere del gesso, diventa un’urgenza) che comprende il salire in un piano alto a casaccio, basta che sia dal terzo in su, perchè più si sale e più i bagni sono tranquilli e puliti. E fin qua nessun problema, tutto procede secondo i piani, se non che per riscendere siamo prese da una botta di pigrizia, e al posto di farci 5 piani di scale in discesa decidiamo di prendere l’ascensore. In fondo eravamo in pausa… Ecco, noi l’ascensore l’abbiamo preso. La ragazza che c’era sopra doveva salire ancora di un piano, ma la cosa ci ha lasciato indifferenti, tanto il piano sopra era anche l’ultimo, quindi dopo saremmo potute tornare tranquille al piano terra. Certo! Se non fosse che l’ascensore si è bloccato. Eravamo praticamente sul piano, se non per una spanna.  Per fortuna eravamo solo in 3, e nessuna si è impanicata. In realtà l’altra ragazza con noi era anche simpatica, ci siamo fatte due risate. Il problema era che abbiamo pigiato i campanelli d’allarme, ma non si è accesa la spia che segnalava che “l’allarme” si era attivato, e quindi dopo qualche minuto abbiamo iniziato il giro delle telefonate, sperando ti trovare un’anima pia che riuscisse a darci il numero della portineria dell’università, in modo da avvisare che in un qualche ascensore c’erano tre donzelle da soccorrere. Rintracciare codesto numero si è rivelata una cosa assai più ardua del previsto, ma dopo una decina di minuti dal nulla sì è sentita una voce, e quindi, dopo aver spiegato alla voce, o meglio al signor Voce, dato che era un lui, che eravamo bloccate lì e che avremmo gradito molto esser rimesse in libertà due giovanotti valenti sono venuti a recuperarci. Tutto è bene quel che finisce bene.

La cosa positiva è che abbiamo voluto vederci un segno del destino, e quindi abbiamo saltato bellamente l’ultima lezione della giornata,e  dopo la pausa pranzo ce ne siamo andate in giro per negozi. Evviva i segni del destino!! 😛

-Mercoledì mattina mi sono svegliata con un mega livido in un posto improbabile, e non avevo la più pallida idea di come accidenti avessi fatto a procurarmelo. Il che un pochino grave lo era. Voglio dire, qualche livido o sbucciatura nuova e misteriosa ogni tanto me la ritrovo, di solito dovuta alla mia grande amicizia per tutte le porte di casa, che abbraccio quasi quotidianamente, più o meno di buon grado… Ho problemi di equilibrio, ma lievi… problemi che suppongo scomparirebbero se girassi per casa come una persona normale e non saltellando come una molla, ma va beh… il punto che quel livido era un LIVIDO e io non avevo la minima idea di come accidenti me l’ero procurato. E faceva pure male. L’illuminazione l’ho avuta giovedì sera. Per la serie meglio tardi che mai. Era tutta colpa del dizionario.

Insomma, questi sono stati gli eventi salienti… ma essere aggredita da una bottiglia, da un dizionario ed essere sequestrata da un ascensore nel giro di un paio di giorni è decisamente troppo anche per me!!! 🙂

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...