il mio mondo

21 MARZO

E per il primo giorno di primavera…. qualcosa di speciale! 🙂

“Come siamo messi con le Beatitudini?”.
“Scusa?”.
“Hai presente quella parte che comincia con ‘Beati…’”.
“Ah, certo. Senti: ‘Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia; beati i poveri in spirito, i puri di cuore, i piagnucoloni, i miti, i…’”.
“Aspetta, aspetta. Che cosa abbiamo dato ai miti?”.
“Fammi un po’ vedere… ah, eccola qui: Beati i miti, perché a loro diremo ‘Coraggio ragazzi’”.
“Mi sembra un po’ debole”.
“Già”.
“Correggila con ‘Perché erediteranno la Terra’”.
“Non puoi darla ai piagnucoloni?”.
“Allora elimina i piagnucoloni e dai la Terra ai miti”.
“Okay, Terra ai miti. Ci siamo. Poi abbiamo i portatori di pace e gli afflitti”.
“Quante beatitudini abbiamo?”.
“Sette”.
“Non bastano ancora. Ce ne serve un’altra. Che ne dici degli idioti?”.
“No, Gesù, gli idioti no. Hai già fatto abbastanza per loro. Pensa a Natanele, a Tommaso…”.
“’Beati gli idioti, perché… ehm… non rimarranno mai delusi’”.
“No, gli idioti li elimino. Andiamo, Gesù, non possiamo avere qualche categoria potente dalla nostra? Perché solo miti, poveri, oppressi e incazzati? Per una volta non possiamo considerare beati gli uomini ricchi e potenti armati di spade?”.
“No, perché non hanno bisogno di noi”.
“D’accordo, allora. Ma non mettiamo nemmeno gli idioti”.
“Allora chi?”.
“Le prostitute?”.
“No”.
“Che ne dici delle mezze seghe? Mi vengono in mente cinque o sei discepoli che si sentirebbero davvero beati”.
“Niente mezze seghe. Ci sono: ‘Beati i perseguitati per causa della giustizia’”.
“Già meglio. E a loro cosa darai?”.
“Un cesto di frutta”.
“Non puoi dare la Terra intera ai miti e un misero cesto di frutta a questi qui”.
“Il Regno dei cieli, allora”.
“L’hai già dato ai poveri in spirito”.
“Ma il Regno dei cieli è di tutti”.
“Okay, allora mettiamo: ‘Perché avranno una parte del Regno dei cieli’”.
“Potremmo dare il cesto di frutta agli idioti”.
“Ancora? Ti ho detto NIENTE IDIOTI!”.
“Scusa, è che provo pietà per loro”.
“Tu provi pietà per tutti, amico. E’ il tuo lavoro”.
“Ah, già. Me n’ero scordato”.

[Il vangelo secondo Biff- di Christopher Moore]

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