il mio mondo

Archivio per maggio, 2012

9 MAGGIO

Non rammentato, ieri è ormai sparito.
Senza ieri, oggi non ha senso.
Chi sei tu, se sei dimenticata?
Chi sei tu, se non la somma dei tuoi ricordi?”

 

[La ragazza della torre- di Cecilia Dart -Tornton]


8 MAGGIO

“C’è stato tempo in tutto questo tempo. Non puoi uccidere il tempo col cuore. Tutto richiede tempo. Le api si devono muovere rapidissime per restare immobili.”

[Brevi interviste a uomini schifosi- di David Foster Wallace]


7 MAGGIO

” Ci sono cose più importanti della sopravvivenza fisica: bisogna potersi guardare allo specchio. ”

[Il circo dei dannati- di Laurell K. Hamilton]


6 MAGGIO

“Si presume che la gente abbia paura dell’ignoto, ma l’ignoranza è una benedizione, mentre la consapevolezza è qualcosa di maledettamente spaventoso.”

 

[Resti mortali- di Laurell K. Hamilton]


5 MAGGIO

Ei fu, siccome immobile,

salì sull’automobile e scese dall’altra parte

Napoleone Bonaparte….

 

ok ok… ecco quella vera!!!

Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,
muta pensando all’ultima
ora dell’uom fatale;
né sa quando una simile
orma di piè mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.
Lui folgorante in solio
vide il mio genio e tacque;
quando, con vece assidua,
cadde, risorse e giacque,
di mille voci al sònito
mista la sua non ha:
vergin di servo encomio
e di codardo oltraggio,
sorge or commosso al sùbito
sparir di tanto raggio;
e scioglie all’urna un cantico
che forse non morrà.
Dall’Alpi alle Piramidi,
dal Manzanarre al Reno,
di quel securo il fulmine
tenea dietro al baleno;
scoppiò da Scilla al Tanai,
dall’uno all’altro mar.
Fu vera gloria? Ai posteri
l’ardua sentenza: nui
chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
del creator suo spirito
più vasta orma stampar.
La procellosa e trepida
gioia d’un gran disegno,
l’ansia d’un cor che indocile
serve, pensando al regno;
e il giunge, e tiene un premio
ch’era follia sperar;
tutto ei provò: la gloria
maggior dopo il periglio,
la fuga e la vittoria,
la reggia e il tristo esiglio;
due volte nella polvere,
due volte sull’altar.
Ei si nomò: due secoli,
l’un contro l’altro armato,
sommessi a lui si volsero,
come aspettando il fato;
ei fè silenzio, ed arbitro
s’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio
chiuse in sì breve sponda,
segno d’immensa invidia
e di pietà profonda,
d’inestinguibil odio
e d’indomato amor.
Come sul capo al naufrago
l’onda s’avvolve e pesa,
l’onda su cui del misero,
alta pur dianzi e tesa,
scorrea la vista a scernere
prode remote invan;
tal su quell’alma il cumulo
delle memorie scese.
Oh quante volte ai posteri
narrar se stesso imprese,
e sull’eterne pagine
cadde la stanca man!
Oh quante volte, al tacito
morir d’un giorno inerte,
chinati i rai fulminei,
le braccia al sen conserte,
stette, e dei dì che furono
l’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
tende, e i percossi valli,
e il lampo dè manipoli,
e l’onda dei cavalli,
e il concitato imperio
e il celere ubbidir.
Ahi! Forse a tanto strazio
cadde lo spirto anelo,
e disperò; ma valida
venne una man dal cielo,
e in più spirabil aere
pietosa il trasportò;
e l’avviò, pei floridi
sentier della speranza,
ai campi eterni, al premio
che i desideri avanza,
dov’è silenzio e tenebre
la gloria che passò.
Bella Immortal! Benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
ché più superba altezza
al disonor del Gòlgota
giammai non si chinò.
Tu dalle stanche ceneri
sperdi ogni ria parola:
il Dio che atterra e suscita,
che affanna e che consola,
sulla deserta coltrice
accanto a lui posò.


4 MAGGIO

“Deve avere da qualche parte un cuore che lo intralcia.”

 

[Il paradiso degli orchi- di Daniel Pennac]


3 MAGGIO

“Fatto sta” dissi “Che io sono un genio ma nessuno lo sa tranne me.”

 

[Storie di ordinaria Follia- di Charles Bukowski]


2 MAGGIO

C’era un volta una grande avventura:
la consuetudine alla lettura!
Pieni di libri i comodini,
scaffali, tavoli e anche lettini!

[La fabbrica di cioccolato- di Roald Dahl]


1 MAGGIO

“Nulla è più emozionante del primo giorno di scuola. Me lo ricordo: era già dal 23 luglio che facevano la disinfestazione per i topi, avevano vinto i topi e ce ne erano alcuni grossi come cammelli.
Il bidello sorrise e aprì il portone; il portone cadde e aprì il bidello, che ancora sorride: è rimasto sotto ridotto come una specie di radiografia. Lo portarono in ospedale in busta chiusa.
Tutti i bambini entrarono di corsa urlando, anche perché cercavano di sfuggire agli spacciatori. Le aule erano splendide: pavimenti di cotto, prosciutto cotto, quello delle merende degli anni passati, azzeccato per terra. Per rendere trasparenti le finestre erano stati rotti i vetri. I nemici nascosti dell’igiene, grossi come tacchini, aspettavano i bambini in smoking: il primo giorno di scuola era anche per loro una grande occasione.”

 

[Pancreas- di Giobbe Covatta]


30 APRILE

BRIGHT STAR

Bright star, would I were stedfast as thou art–
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature’s patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth’s human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors–
No–yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever–or else swoon to death.

[John Keats]

Come al solito non ho tempo, quindi la traduzione la prendo direttamente dal web….

Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,
a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
come paziente di natura, insonne eremita,
le mobili acque al loro dovere sacerdotale
di puro lavacro intorno a rive umane,
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
della neve sopra i monti e le pianure.
No – pure sempre fermo, sempre senza mutamento,

vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,

sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
sempre desto in una dolce inquietudine
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
e così vivere in eterno – o se no venir meno nella morte.

P.S. Il film, che porta il titolo di questa poesia, è splendido… 🙂


29 APRILE

“Quando si muore per una terra, quella terra diventa per forza la tua. Nessuno muore per una terra che non è la sua, se non è stupido.”

[Accabadora-di Michela Murgia]


27 APRILE

“Se c’è una cosa al mondo che tende a crescere per dispetto e dilagare senza freni nel momento in cui dovrebbe contenersi, è proprio l’ansia. La paura ha una fine, un punto di saturazione. Quando lo si raggiunge non è possibile proseguire oltre neppure volendolo. L’eccessiva paura si anestetizza da sola. L’ansia, invece, è l’acqua velenosa di un pozzo senza fondo. Non provoca overdose e non c’è antidoto che la elimini. Tanto quanto l’origine della paura è concreta ed evidente, così l’origine della dell’ansia è indefinita e astratta. Di conseguenza, se non è difficile stabilire la ragione che si cela dietro la paura, non esiste invece un modo per individuare la causa di un’ansia continua.”

 

[Il palazzo delle pulci- di Elif Shafak]


26 APRILE

“Le case vecchie hanno ossa vecchie, le loro giunture cedono ad ogni brezza e cigolano nel muoversi. E gli edifici centenari non sono certo a tenuta d’aria, ma respirano, dentro e fuori”

 

[Susan a faccia in giù nella neve- di Carol O’Connell]


25 APRILE

” Tuoni e fulmini si rincorrevano sulla piana, illuminando il profilo lontano dei boschi e vestendo la notte di una corrente segreta e possente.”

[La via degli dei- di Mariangela Cerrino]


24 APRILE

“La coscienza, se mai ne possedeva una, era per Merlino semplicemente una guida per capire come pensavano gli uomini a lui inferiori e un pungolo per comportarsi nel modo contrario. La coscienza di Merlino era uno scherzo per divertire gli dei. Quella di Artù era un fardello.”

 

[Il re d’inverno- di Bernard Cornwell]


23 APRILE

” Chi possiede una fede è forte, qualunque sia la sua fede…”

 

[Il segno del drago- di Mariangela Cerrino]