il mio mondo

Archivio per maggio, 2012

2 MAGGIO

C’era un volta una grande avventura:
la consuetudine alla lettura!
Pieni di libri i comodini,
scaffali, tavoli e anche lettini!

[La fabbrica di cioccolato- di Roald Dahl]

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1 MAGGIO

“Nulla è più emozionante del primo giorno di scuola. Me lo ricordo: era già dal 23 luglio che facevano la disinfestazione per i topi, avevano vinto i topi e ce ne erano alcuni grossi come cammelli.
Il bidello sorrise e aprì il portone; il portone cadde e aprì il bidello, che ancora sorride: è rimasto sotto ridotto come una specie di radiografia. Lo portarono in ospedale in busta chiusa.
Tutti i bambini entrarono di corsa urlando, anche perché cercavano di sfuggire agli spacciatori. Le aule erano splendide: pavimenti di cotto, prosciutto cotto, quello delle merende degli anni passati, azzeccato per terra. Per rendere trasparenti le finestre erano stati rotti i vetri. I nemici nascosti dell’igiene, grossi come tacchini, aspettavano i bambini in smoking: il primo giorno di scuola era anche per loro una grande occasione.”

 

[Pancreas- di Giobbe Covatta]


30 APRILE

BRIGHT STAR

Bright star, would I were stedfast as thou art–
Not in lone splendour hung aloft the night
And watching, with eternal lids apart,
Like nature’s patient, sleepless Eremite,
The moving waters at their priestlike task
Of pure ablution round earth’s human shores,
Or gazing on the new soft-fallen mask
Of snow upon the mountains and the moors–
No–yet still stedfast, still unchangeable,
Pillow’d upon my fair love’s ripening breast,
To feel for ever its soft fall and swell,
Awake for ever in a sweet unrest,
Still, still to hear her tender-taken breath,
And so live ever–or else swoon to death.

[John Keats]

Come al solito non ho tempo, quindi la traduzione la prendo direttamente dal web….

Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,
a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
come paziente di natura, insonne eremita,
le mobili acque al loro dovere sacerdotale
di puro lavacro intorno a rive umane,
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
della neve sopra i monti e le pianure.
No – pure sempre fermo, sempre senza mutamento,

vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,

sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
sempre desto in una dolce inquietudine
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
e così vivere in eterno – o se no venir meno nella morte.

P.S. Il film, che porta il titolo di questa poesia, è splendido… 🙂


29 APRILE

“Quando si muore per una terra, quella terra diventa per forza la tua. Nessuno muore per una terra che non è la sua, se non è stupido.”

[Accabadora-di Michela Murgia]


27 APRILE

“Se c’è una cosa al mondo che tende a crescere per dispetto e dilagare senza freni nel momento in cui dovrebbe contenersi, è proprio l’ansia. La paura ha una fine, un punto di saturazione. Quando lo si raggiunge non è possibile proseguire oltre neppure volendolo. L’eccessiva paura si anestetizza da sola. L’ansia, invece, è l’acqua velenosa di un pozzo senza fondo. Non provoca overdose e non c’è antidoto che la elimini. Tanto quanto l’origine della paura è concreta ed evidente, così l’origine della dell’ansia è indefinita e astratta. Di conseguenza, se non è difficile stabilire la ragione che si cela dietro la paura, non esiste invece un modo per individuare la causa di un’ansia continua.”

 

[Il palazzo delle pulci- di Elif Shafak]


26 APRILE

“Le case vecchie hanno ossa vecchie, le loro giunture cedono ad ogni brezza e cigolano nel muoversi. E gli edifici centenari non sono certo a tenuta d’aria, ma respirano, dentro e fuori”

 

[Susan a faccia in giù nella neve- di Carol O’Connell]


25 APRILE

” Tuoni e fulmini si rincorrevano sulla piana, illuminando il profilo lontano dei boschi e vestendo la notte di una corrente segreta e possente.”

[La via degli dei- di Mariangela Cerrino]