il mio mondo

Archivio per ottobre, 2012

3 LUGLIO

“Quando si fa una cazzata, non bisogna cercare di rimediare. Bisogna andare fino in fondo sperando di avere un pò di fortuna e chiuderla lì. Altrimenti, si paga due volte. Per la cazzata e per aver cercato di pararti il culo.”

 

[“Il club degli incorreggibili ottimisti” di Jean Michel Guenassia]


2 LUGLIO

“Noi non possiamo addurre come scusa l’ignoranza, ma solo l’indifferenza.”

[“Se niente importa” di Jonathan Safran Foer]


1 LUGLIO

“Arrivò la maestra, tutti ci aspettavamo una suora, invece era una laica, ma sembrava proprio una suora perché aveva la barba e soprattutto quei baffi come solo suore e carabinieri si possono permettere. Aveva un’età indefinibile, era una di quelle donne che non sai mai se hanno ottantadue o ottantatre anni.”

 

[“Pancreas. Trapianto dal libro cuore” di Giobbe Covatta]


30 GIUGNO

Tanto per cambiare un po’…. di Charles Baudelaire:

La vie antérieure

J’ai longtemps habité sous de vastes portiques
Que les soleils marins teignaient de mille feux,
Et que leurs grands piliers, droits et majestueux,
Rendaient pareils, le soir, aux grottes basaltiques.
Les houles, en roulant les images des cieux,
Mêlaient d’une façon solennelle et mystique
Les tout-puissants accords de leur riche musique
Aux couleurs du couchant reflété par mes yeux.
C’est là que j’ai vécu dans les voluptés calmes,
Au milieu de l’azur, des vagues, des splendeurs
Et des esclaves nus, tout imprégnés d’odeurs,
Qui me rafraîchissaient le front avec des palmes,
Et dont l’unique soin était d’approfondir
Le secret douloureux qui me faisait languir.

Traduzione presa dal web.

La vita anteriore

A lungo ho vissuto sotto ampi portici
che i soli marini coloravano di mille fuochi
e che grandi pilastri, dritti e maestosi
rendevano simili a grotte di basalto.
I marosi rotolando le immagini dei cieli,
mischiavano in modo solenne e mistico
i possenti accordi della loro ricca musica
ai colori del tramonto riflessi dai miei occhi.
È là che ho vissuto in calma voluttà,
tra azzurro, onde, splendori
e schiavi nudi che, impregnati di essenze,
mi rinfrescavano la fronte agitando palme,
e il cui unico scopo era di rendere più profondo
il segreto doloroso in cui languivo.


29 GIUGNO

“Tutti abbiamo bisogno di un posto. Io il mio ce l’ho : questo guazzabuglio di amici, canzoni, cose da fare e sogni.”

[“Boy meets boy” di David Levithan]


QUI Sì CHE LA CULTURA E’ UNA COSA SERIA!

Sottotitolo1: Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde.


Sottotitolo2: Quest’uomo è un genio!
Sottotitolo 3: Se fossi in voi al posto di leggere questo post correrei a leggere il libro.

Sì, beh… mi è piaciuto, ma direi che questo si è capito. E’ che questo libro è semplicemente geniale. Mi ricorda un sacco Terry Pratchett, ma più per “adulti” se mi si passa questo paragone. (Non che Terry Pratchett sia per bambini, o meglio, non che sia solo per loro, kmq…).

Prendete una protagonista dal nome decisamente memorabile, Thursday Next, una tipa con la testa sulle spalle, che non si perde in seghe mentali inutili e al posto di occupare pagine e pagine con riflessioni della profondità dubbia si butta nell’azione (non che ce l’abbia con le eroine con la testa fra le nuvole, eh! ma apprezzo la novità).

Mettetela in una realtà parallela, nell’Inghilterra del 1985, in guerra da 131 anni con la Russia per il dominio della Crimea e un dipartimento di operazioni speciali (OPS) alquanto speciali.

Ora aggiungete tutto ciò che vi viene in mente, ma proprio tutto (va bene, va bene, non ci sono i dinosauri… è un peccato, lo so, ma abbiamo i dodo! bisogna pur accontentarsi, no??) e ricordate che la cultura è una cosa seria! (I libri sono il bene più prezioso, basterebbe questo per adorarlo! :P)

Non dimenticate lo zio svampito Mycroft, geniale inventore con la testa fra le nuvole e  la sua dolce metà Polly, assistente dotata. Se avessi una coppia di pappagalli li chiamerei esattamente come loro. (Non che abbia in programma di entrare in possesso di pappagalli… ma non si sa mai!)

Mescolate il tutto, con vampiri, licantropi, semidemoni, dirigibili, manoscritti, futuristi e raffaeliti, agitando bene… ah! non dimentichiamoci dei baconiani!!! (Qua abbiamo i testimoni di Geova, che passano di porta in porta per portare la parola del Signore (o svegliare chi dorme in santa pace, tutta questione di punti di vista) loro hanno i baconiani (ma ci  sono anche i marlowiani) che suonano di porta in porta per convincere la gente che le opere di Shakespeare sono state scritte in realtà da Francis Bacon)

Aggiungere il cattivo di turno, che più cattivo non si può, ma che con un nome simile non può essere altro (Acheron Hades)(sono geniali anche i nomi!!!!!!! )

Cuocete a fuoco lento, salando a piacere con richiami letterari, citazioni, e quant’altro possa essere attinente alla letteratura et voilà! il capolavoro è pronto….

Ora voglio un dodo domestico e aspetto paziente che un baconiano suoni alla mia porta.


28 GIUGNO

“« Però. In fondo. Ripensando a quelle parole. Cotto di me. Cazzo, suonano bene. »”

 

[“Muses” di Francesco Falconi]