il mio mondo

31 DICEMBRE

Questa non è esattamente una poesia, almeno in senso stretto, ma è un pezzo tratto dal primo degli Inni alla notte di Novalis. Non è in versi, ma è poesia.

“Mi ripiego verso la sacra notte, impronunciabile, colma di misteri. Giace lontano il mondo – sprofondato in una tomba – il suo luogo è deserto e solitario. Tra le corde dell’animo spira profonda malinconia. In gocce di rugiada voglio precipitare, mischiandomi con la cenere. – Distanze del ricordo, desideri di gioventù, sogni d’infanzia, brevi gioie di un’intera lunga vita e vane speranze giungono, in vesti grigie, come nebbie serotine al tramonto del sole. In altri spazi la luce spiegò le tende festose. non tornerà mai più dai suoi figli, che l’attendono con la fede degl’innocenti?”

[“Inni alla notte e canti spirituali” di Novalis] (traduzione di Susanna Mati)

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