il mio mondo

Libri, libri, libri e ancora libri

MO’ I LIBRI LI FANNO D’ORO

L’altro giorno girovagavo tra gli scaffali di una libreria. E fin qua tutto nella norma, in fondo sono cose di ordinaria amministrazione…

Alla fine del giro mi appropinquo felice allo scaffale dei fantasy (già solo avvicinarmi a quello scaffale di solito mi solleva l’umore) e vedo che è uscito l’ultimo libro di Sanderson, autore di comodini fantasy da me molto apprezzati. Al che il buon umore aumenta, persino la copertina assai bruttina non lo scalfisce, che vuoi che sia! Lui è bravo, se la copertina è brutta non la guardo e ho risolto il problema, no? Poi però lo apro e prima ancora di andare a leggere la sinossi vado a vedere se, per caso, fa parte di qualche saga (Quest’uomo scrive praticamente solo saghe e siccome i suoi libri sono tutti dei comodini prima di buttarmi a capofitto nell’acquisto volevo essere certa che fosse proprio il primo e non il ventordicesimo). Cosa legittima, no? Peccato che, già che ero lì, l’occhio mi è caduto sul prezzo. Al che il buon umore è sparito (doveva andare a comprare le sigarette, o così ha detto, ed è partito come un razzo) e con un cipiglio che definire sdegnato era fargli un complimento ho rimesso il libro a posto.

Per trenta euro assieme al libro dovrebbe esserci il signor Sanderson in persona che me ne legge un capitolo come fiaba della buona notte e, già che c’è, mi rimbocchi pure le coperte.


Una piccola perla…


QUI Sì CHE LA CULTURA E’ UNA COSA SERIA!

Sottotitolo1: Il caso Jane Eyre di Jasper Fforde.


Sottotitolo2: Quest’uomo è un genio!
Sottotitolo 3: Se fossi in voi al posto di leggere questo post correrei a leggere il libro.

Sì, beh… mi è piaciuto, ma direi che questo si è capito. E’ che questo libro è semplicemente geniale. Mi ricorda un sacco Terry Pratchett, ma più per “adulti” se mi si passa questo paragone. (Non che Terry Pratchett sia per bambini, o meglio, non che sia solo per loro, kmq…).

Prendete una protagonista dal nome decisamente memorabile, Thursday Next, una tipa con la testa sulle spalle, che non si perde in seghe mentali inutili e al posto di occupare pagine e pagine con riflessioni della profondità dubbia si butta nell’azione (non che ce l’abbia con le eroine con la testa fra le nuvole, eh! ma apprezzo la novità).

Mettetela in una realtà parallela, nell’Inghilterra del 1985, in guerra da 131 anni con la Russia per il dominio della Crimea e un dipartimento di operazioni speciali (OPS) alquanto speciali.

Ora aggiungete tutto ciò che vi viene in mente, ma proprio tutto (va bene, va bene, non ci sono i dinosauri… è un peccato, lo so, ma abbiamo i dodo! bisogna pur accontentarsi, no??) e ricordate che la cultura è una cosa seria! (I libri sono il bene più prezioso, basterebbe questo per adorarlo! :P)

Non dimenticate lo zio svampito Mycroft, geniale inventore con la testa fra le nuvole e  la sua dolce metà Polly, assistente dotata. Se avessi una coppia di pappagalli li chiamerei esattamente come loro. (Non che abbia in programma di entrare in possesso di pappagalli… ma non si sa mai!)

Mescolate il tutto, con vampiri, licantropi, semidemoni, dirigibili, manoscritti, futuristi e raffaeliti, agitando bene… ah! non dimentichiamoci dei baconiani!!! (Qua abbiamo i testimoni di Geova, che passano di porta in porta per portare la parola del Signore (o svegliare chi dorme in santa pace, tutta questione di punti di vista) loro hanno i baconiani (ma ci  sono anche i marlowiani) che suonano di porta in porta per convincere la gente che le opere di Shakespeare sono state scritte in realtà da Francis Bacon)

Aggiungere il cattivo di turno, che più cattivo non si può, ma che con un nome simile non può essere altro (Acheron Hades)(sono geniali anche i nomi!!!!!!! )

Cuocete a fuoco lento, salando a piacere con richiami letterari, citazioni, e quant’altro possa essere attinente alla letteratura et voilà! il capolavoro è pronto….

Ora voglio un dodo domestico e aspetto paziente che un baconiano suoni alla mia porta.


ANCORA LIBRI… GIOIE E SAPORI

Un’altra graditissima sorpresa capitatami con le catene di lettura è stata il libro “Gioie e sapori” di Sergio Oricci. (A parte il cognome dell’autore che mi crea qualche problema, non so perché ma ci fosse una volta che lo scrivo giusto al primo colpo!!!!!)

Comunque… torniamo al libro. (Che, per inciso, è già stato ospite del blog, perchè ne ho preso una citazione… il 12 gennaio mi pare… sì, era proprio lui…https://ladyfrozen.wordpress.com/2012/01/19/12-gennaio/ )  Innanzitutto è un bel libro, nel senso che è un bell’oggetto. La copertina è splendida, con tutto quel bianco, intonso e immacolato, e quel “cupcake” così carino!!!! (*_*) L’impaginazione è bella, margini ampi, scrittura leggibile (ma non enorme)…insomma un oggetto davvero piacevole in sè.

Ed inoltre, come se non fosse bastato il libro (sempre come oggetto in sè) a bendispormi alla lettura, il colpo di grazia me l’ha dato la nota biografica sulla quarta di copertina (Non so se si chiami così, ma insomma…rende l’idea quindi va bene “nota biografica”) che recita:

“Sergio Oricci nasce il 3 settembre 1982 e da allora la sua vita è un continuo nascondino giocato con se stesso. I suoi rifugi preferiti sono le sale cinematografiche, le librerie, i livelli bonus dei videogiochi, ma anche le pause tra due note musicali o lo spazio bianco tra due parole battute a macchina. Oggi è nella tana del bianconiglio e spera di restarci ancora a lungo.”

Di per sè è poetica, piacevole da leggere e simpatica, quindi direi che è bastevolmente accattivante così, ma se ci aggiungiamo che l’autore ed io “abbiamo” due punti in comune la conquista è stata completa. Ebbene sì… oltre a condividere il compleanno (e questa è una cosa strana… non l’essere nati lo stesso giorno, quello capita… ma il fatto che spesso chi festeggia il compleanno nel nostro stesso giorno ci sta un pochino più simpatico… come se la simpatia si misurasse sulla data di nascita… ma va beh… ) e il Bianconiglio… perchè mentre l’autore ne condivide la dimora, io ne condivido le giornate… Presto che è tardi è più o meno la mia situazione abituale mentre scorrazzo avanti e indietro (per dove non è dato saperlo…) (comunque, prometto che se mai incontrerò il Brucaliffo ve lo farò sapere! ). E già questo sarebbe bastato a farmi piacere il libro (ehh sì… mi si compra con poco… 😛 ) che comunque ho letto davvero con piacere.

Mi è piaciuto.
Ecco..e questo era semplice..(e direi che l’ho ripetuto a sufficienza) dire cosa mi sia piaciuto è un po’ più difficile. Mi è piaciuto lo stile, scorrevole, veloce. Le frasi brevi poi mi hanno affascinato (sarà che io sono negata, e quindi per me rimangono affascinanti e misteriose, sempre e comunque) e il suo modo di scrivere, anche.
Interessanti sono i protagonisti,e il suo modo di descriverli, di presentarci i bambini come persone vere, con i loro sentimenti, con i loro pensieri, e con la loro vita. Detto così non sembra chissà cosa, ma secondo me è un grande pregio, ed è una delle cose che più mi sono piaciute in questo libro.
E piacevole è la storia, interessante, e insolita. Insomma…è da leggere.


TORNANDO A PARLARE DI LIBRI…ACROBAZIE VERBALI

Ok, è ufficiale.. le “catene di lettura” sono veramente una genialata! Ormai ne ho fatte passare parecchie, ed ho avuto l’opportunità di leggere libri che altrimenti non mi sarebbero mai passati per le mani, soprattutto se questi libri sono di autori emergenti (tanto per non smentirmi, e tornare a fare la taccagna..non è che gli editori aiutino poi tantissimo questi poveri autori emergenti..me ne sono capitati tra le mani alcuni che hanno dei prezzi esorbitanti!! Già comprare libri ormai sta diventando un lusso, ma se tu mi fai pagare la stessa spropositata cifra per un autore stranoto e gettonato, e un autore alle prime armi (magari anche bravissimo…o magari pessimo) poi non c’è da stupirsi se il libro del povero sfigato e sconosciuto non vende. Ma questi sono dettagli).

In ogni caso ho avuto la possibilità di leggere diversi libri che meritavano. Insomma, mi sono proprio piaciuti e quindi, nel mio piccolo, mi pare giusto fare anche un po’ di pubblicità, soprattutto se poi l’autore di turno è simpatico. Certo, me ne sono capitati anche alcuni pessimi, ma in fondo fare lo scrittore non è un lavoro semplice (anche se a volte basterebbe un’infarinatura di italiano…) e poi..pazienza, magari a qualcuno sono piaciuti (all’editore, tanto per citarne uno, e ai parenti entusiasti).

E così oggi tocca a…[rullo di tamburi, prego!] ” ACROBAZIE VERBALI (di un uomo senza equilibrio) ” di Samuel Scrivano.

(http://www.anobii.com/books/Acrobazie_verbali/9788865071199/01937072781575f09c/ )

Libro di racconti diviso,praticamente in due parti. La prima parte l’ho semplicemente adorata. Lo stile era splendido, coinvolgente ed ho fatto veramente fatica a staccarmi dalle pagine. (A causa sua ho tenuto un livido sul ginocchio per una settimana..la scrivania non si è spostata e io, che ovviamente leggevo, non l’ho vista…sti mobili! Mai una volta che ti cedano il passo..) comunque, deliri a parte, posso continuare con il commento. Oltre allo stile, le storie sono interessanti, particolari e decisamente originali. Le mie preferite sono state “Cavallo in H1” e “L’arcangelo della distruzione ha ali di luce e piume di sangue” (già con il titolo si parte bene!! ^_^) e comunque, devo ammettere, anche gli altri racconti mi sono piaciuti molto. Una cosa curiosa, a mio avviso, è la figura femminile nei vari racconti, è..interessante.
Per quanto riguarda la seconda parte,invece, lo stile è sempre e comunque molto piacevole, ma, e questa è una cosa personale, è un po’ troppo “onirica” per i mie gusti. Ma, in ogni caso, davvero complimenti all’autore!!! la lettura di questo libro è stata veramente una piacevole scoperta, anche se, ahimè, è stata davvero breve.

L’autore è stato molto disponibile a discutere con chi ha partecipato alla catena di lettura, ed è stato davvero interessante. Ad esempio abbiamo scoperto che il racconto che noi lettrici (sì, eravamo tutte ragazze-donne-ecc..insomma avete capito…) abbiamo apprezzato di più, “L’arcangelo della distruzione ha ali di luce e piume di sangue” (come si fa a non apprezzare qualcosa che ha un titolo così?? ) in realtà non convinceva molto l’autore. (Per fortuna nostra, però, lo ha inserito lo stesso nella raccolta..:) )  E, siccome ho trovato “strana”, particolare, la figura della donna nei suoi racconti lui mi ha anche spiegato il suo punto di vista, davvero molto interessante. Ora, riportarlo qua senza rovinarvi i finali è assai arduo e complicato (io adoro quando fanno spoiler e mi raccontano come vanno a finire i libri o i film…ok, lo ammetto…se riesco, soprattutto per i film, prima me li faccio raccontare, compreso il finale, e poi decido se vederli o meno, però so che questo non vale per la maggior parte delle persone, che non amano sentirsi raccontare i finali, anzi, lo odiano con tutto il cuore) quindi evito di raccontarvi il tutto, ma se siete interessati la discussione potete sempre trovarla su Anobii. (Più precisamente, qui: http://www.anobii.com/forum_thread?topicId=3178833 )

Il libro merita davvero, i racconti sono interessanti e scorrevoli e l’autore è pure simpatico e disponibile, la discussione con lui è stata molto interessante e piacevole..insomma…che altro dire? Ah, sì, giusto! Complimenti allo scrittore!! 🙂

E, quasi dimenticavo: http://www.facebook.com/pages/Acrobazie-Verbali/199515943406647 questa è la pagina facebook, tanto per non far mancare niente…:)


DUE PITTORI AL PREZZO DI UNO

Spesso leggo libri che possono essere etichettati come “spazzatura”, non tanto da me che li leggo e che, quindi, li apprezzo anche, ma da molti, e a volte tutti i torti non ce li hanno,ma a me poco importa, a me piacciono (con moderazione, nel senso che sono cosciente del fatto che non sono “libroni” che si meritano un posto tra i grandi classici (che ahimè, solitamente io non apprezzo molto) e sono cosciente del fatto che non hanno nulla di particolarmente brillante, o di particolarmente notevole, ma li prendo per quello che sono e li leggo volentieri) e continuo a leggerli imperterrita, sia perchè mi piacciono (E questo si è capito..), ( e in fondo sono una fervente sostenitrice del decalogo di Pennac, dove c’è scritto “diritto di leggere quello che vuoi”) e sia perchè in fondo si può sempre imparare qualcosa, anche da quei libri che spesso vengono scartati dal concetto di cultura (almeno dai più snob..e sulla natura di questi snob non mi metto ad indagare..). Comunque, tutta sta manfrina di introduzione perchè? Perchè volevo condividere (anche con voi..le mie coinquiline le ho già stressate a dovere, quindi ora tocca a voi) la mia ultima scoperta..anzi, una scoperta e una riscoperta, fatte grazie alla lettura di un libro (libro che rientra nella categoria appena menzionata): “Io voglio” di J.R. Ward (non entrerò nei meriti del libro, non è questo lo scopo di questo post).

Grazie a questo libro ho riscoperto un pittore: Hyeronimus Bosch, pittore che mi piace molto, e che avevo conosciuto non grazie a una qualche lezione di storia dell’arte, e nemmeno leggendo qualche librone spesso e “culturoso”, ma leggendo una serie di thriller il cui protagonista si chiama proprio come il pittore. (tra l’altro è una serie che mi è piaciuta davvero molto)

Questo è uno dei suoi quadri, e se sceglierne uno solo da mettere per questo pittore è stato difficile (e, fidatevi, lo è stato davvero…) sceglierne uno solo per il prossimo artista mi è impossibile. Ed ecco quindi il momento di parlare della vera scoperta fatta con questa lettura: Thomas Kinkade! Ammirate e giudicate da soli:

Il libro non l’ho ancora finito, e anche se non dovessi trovarlo più di tanto interessante, o non dovesse piacermi più di tanto la storia, sarò comuqnue contenta di averlo letto (lo sono già..) per ciò che da questo libro ho imparato…:)


1 OTTOBRE-SAN PATRIGNANO

Ogni anno sul mio diario(scolastico…anche se di cose riguardanti la scuola lì sopra era difficile trovarne) ho sempre riempito la pagina del primo ottobre con una citazione presa da un libro che adoro e ho sempre adorato: “Pancreas” di Giobbe Covatta, quindi la citazione in questione non può di sicuro mancare su questo blog.

1 OTTOBRE. SAN PATRIGNANO PROTETTORE DI MIO CUGINO CHE SI FA COME UN CAIMANO.

Contadino del 720 d.C., fin dalla più tenera età dedito all’alcol, ebbe le prime visioni quando aveva appena undici anni. Un giorno, dopo il settimo martini dry, vide un drappello di puffi nudi che ballavano il samba e capì che l’acol non era tutto nella vita. Cominciò con la coca.

San Patrignano fu anche un grande amante degli animali e per tutta la vita non abbandonò mai la scimmia che teneva sempre sulla spalla.

Morì nel 748, a causa di una pera di pecorino, e seppe-cosa che un contadino non dovrebbe mai sapere- quant’è buono il formaggio nelle pere. Fu fatto santo, ma più che altro fu fatto.


LETTURE!!!! IL SEME DELL’EDERA.

“Un’anziana signora arriva nella valle, destando la curiosità dei coloni. Sembra solo di passaggio, ma in realtà è tornata per cercare i sogni perduti. Due giovani del borgo, disorientati dal mondo moderno, si rivolgono a lei con la speranza di scoprire i segreti dell’antico amore.

La nonna, così la chiamano, non ha tutte le risposte ad un argomento così complesso, pensa allora di aiutarli raccontando loro una storia. E’ la storia di Bruno e Margherita:due ragazzi che si amarono con coraggio e che lottarono per sfuggire alla malvagità di chi, per invidia e malizia, li voleva separare. Era un’estate calda e afosa, ma d’improvviso si scatenò un uragano che scosse la vita nel piccolo borgo di provincia e in tutta la valle. Quando infine la tempesta si placò, non rimasero che lacrime e vergogna. L’autore ci regala questo avvincente romanzo in cui si respira tutta la forza e l’incanto dell’amore.”

Chi vorrebbe leggere un libro basandosi su una quarta di copertina così? Beh, io no. (Non è il mio genere, e non mi invoglia minimamente ad approfondire, anche se scrivere le quarte di copertine dev’essere una cosa veramente difficile).

Ciò che rende speciale questo libro non è tanto la storia quanto il mondo che descrive e il suo stile. Se bastasse una storia a far bello, meritevole di esser letto (e perché no?  Meritevole di essere comprato) un libro, allora i libri “brutti” sarebbero in via d’estinzione, e, invece, non è affatto così. ( “libro brutto” è una definizione alquanto impropria e decisamente troppo vasta che per me indica tutti quei libri che sono stati solo perdite di tempo, che non mi hanno lasciato assolutamente nulla, se non schifo o irritazione, che sono scritti (o tradotti) male, magari pieni di pretese ma espressivi come una lampadina, insomma..penso di aver reso l’idea), comunque, riprendendo le fila del discorso la storia non è sufficiente, il libro ci deve coinvolgere, ci deve interessare, incuriosire, deve spingerci a girare pagina e ci deve accogliere fra le sue pagine.

E poi, prima di vagare troppo, la quarta di copertina mette l’accento unicamente sull’amore, ma questa (a mio avviso) non è solo una storia d’amore, ma una storia di PERSONE, persone vere che vivono e che, proprio per questo, sentono, provano delle emozioni, e sono proprio le emozioni e, ancora di più, i sentimenti a farla da padrone. Non è solo una storia d’amore, ma anche di odio, di dolore, di gioia, di riscatto, di sofferenza e di speranza. La gamma dei sentimenti umani, dei modi di essere e di sentire, è qui ampiamente descritta, con una profondità e un’acutezza straordinarie.

Questo libro mi fa venire in mente,per certi versi, la canzone “Samarcanda” di Vecchioni che con un ritmo allegro ci racconta una storia triste:infatti, indipendente dal finale, la storia è un incubo, non nel senso di esperienza onirica(anche se sono presenti elementi del “fantastico”), ma nel senso non letterale: è un incubo, un inferno, un pozzo buio, eppure la storia è raccontata con “lievità”, se mi si passa il termine, perché il tono generale non è dominato dall’angoscia, leggendo non ci sentiamo oppressi dal grigiore, dalla tristezza e dal dolore (anche se, arrivati alla fine la depressione c’è eccome), è come se l’autore volesse ricordarci che accanto a tutto il dolore c’è pur sempre la vita. Inoltre, scelta insolita di questi tempi, ma sentitamente apprezzata dai lettori, è il fatto che l’autore non usi espressioni truci, violente, non cerca di essere d’effetto shockando i lettori (niente scene “splatter”, niente violenza gratuita e trovate sensazionalistiche similari) perché riesce benissimo ad essere efficace con la sua scrittura pacata e, in un certo senso, intima. Il suo sguardo acuto e profondo sul dolore umano è sufficiente e non ha bisogno di ricorrere ai pesanti ed abusati clichè che in origine potevano anche shockare ma che oggi annoiano e basta.

E’ un libro da leggere lentamente, a piccole dosi…lentamente perché abbonda di descrizioni,e le descrizioni, si sa, rallentano la lettura, ma sono descrizioni veramente belle, poetiche, che ci coinvolgono e ci fanno davvero vedere quello che l’autore ha in mente; a piccole dosi perché di tanto in tanto una boccata di aria fresca ci vuole (o almeno, io ne ho avuto bisogno).

Ma ciò che più mi ha colpito, ciò che mi ha veramente convinto a continuare la lettura e a finire il libro (lettura che, devo ammettere, ho apprezzato molto anche se molto mi ha colpito…[e in questo caso magari avrei preferito non rimanere così colpita..]) è stata la descrizione del dolore, della sofferenza. Questi sentimenti sono veri, profondi, così come i personaggi che popolano le pagine di questo romanzo.

Alla fin fine è un libro che merita di essere letto.


E OGGI TOCCA A..”L’EVOLUZIONE DI CALPURNIA”

“L’evoluzione di Calpurnia” di Jacqueline Kelly è il fortunato vincitore di oggi!! (manco fosse un concorso a premi…ma andiamo avanti)

“Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l’origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell’acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.”

Bene, questo tanto per dare un’idea generale, prima di iniziare a sproloquiare come mio solito..Inizio col dire che questo libro mi è piaciuto,  è un libro leggero e innocentemente disarmante.

L’inizio non è stato dei migliori, ho iniziato a sfogliarlo senza troppo interesse, non mi diceva niente di che, l’inizio era abbastanza lento e per nulla interessante, o almeno, così mi sembrava, ma potrebbe tranquillamente essere che ero io a non essere in umore, quando l’ho iniziato ero svogliata, poco interessata, insomma non era giornata, e anche se lo stile era scorrevole non mi catturava.

Quale che fosse il reale motivo (malumore mio o inizio effettivamente lento) non ha molta importanza, anche perchè procedendo nella lettura pian piano mi sono appassionata, continuando a leggere le avventure di questa ragazzina, e la sua crescita (in fondo, in un certo senso, si potrebbe parlare di romanzo di formazione, alla fin fine non sarebbe nemmeno troppo fuori luogo, come definizione). Insomma, continuando nella lettura svogliata arrivo al punto in cui la piccola protagonista “conosce” suo nonno,e allora..magia, le pagine si sono girate praticamente da sole, mentre con un sorriso in volto ho seguito pagina dopo pagina le avventure di Calpurnia, le sue scoperte, le sue gioie, e anche le sue disavventure, ansie e preoccupazioni. Sarà che mi era passato il malumore, o sarà che è stata la magia del libro a catturarmi, poco importa, da lettrice apatica mi sono trasformata in una divoratrice di parole scritte. 
Devo anche ammettere che nella protagonista un po’ mi ci sono riconosciuta, non tanto per il suo amore per la scienza (che io ho sempre odiato, ma pazienza, odio che è iniziato alle medie, quando la professoressa di scienze, che,purtroppo era anche quella di matematica, mi spaventava tantissimo (anche se c’è da dire che dopo di lei non ho mai più avuto paura di nessun’altra professoressa, o professore, cosa utilissima alle superiori quando tutte le mie compagne erano terrorizzate dalla professoressa di inglese, ed io invece continuavo beatamente a vivere nel mio mondo, tranquilla e indisturbata…che gioia! ) comunque..torno alla professoressa di scienze, non era cattiva ma era severissima e precisa fino all’inverosimile, quindi già scienze non mi piaceva di suo, con una professoressa del genere alla fine l’ho odiata (la scienza, non la professoressa) .

Odio che mi ha seguito alle superiori, anche se lì ho cambiato professore ad ogni anno, e nessuno era mai molto interessato ad insegnare veramente, cosa con cui io ero decisamente d’accordo…il mio preferito era il nostro professore di scienze in seconda, quell’anno la materia era “Scienze della terra” e noi eravamo la sua prima classe, 23 ragazzine a cui non interessava una beatissima mazza di quello che lui aveva da dire, e dato che lui non era minimamente in grado di tenere una classe e noi lo sapevamo (le ragazzine, i ragazzini, sono infidi e approfittatori..)e nelle sue ore regnava l’anarchia più totale mentre lui faceva lezione a due persone, due e soltanto due, tanto che, visto che quell’anno ogni settimana ruotavamo di posto, scambiandoci le file, lui inseguiva le sue due “protette” per tutta l’aula, facendo lezione solo al loro banco, lasciando noialtre libere di fare qualsiasi altra cosa..mi ricordo ad esempio di aver insegnato a giocare a scala 40 alle mie compagne di banco e poi eravamo passate agli scacchi, ma ci abbiamo rinunciato dopo due lezioni dato che a una delle mie compagne le regole non entravano in testa, e poi..fare canestro nel cestino era più divertente..(ora, a parte le ore di quel malcapitato di solito io e le mie vicine eravamo ragazze tranquille, del tutto assenti dalla classe, ma non casiniste, giusto per amor di cronaca) e un altro ricordo di quell’anno è stato un dialogo che ho avuto con mia madre mentre stavamo andando a parlare ai professori (si, andavamo sempre in coppia) in cui io mi lamentavo dell’assoluta inutilità del dover studiare le pietre, i vulcani e le conformazioni rocciose (e no, i miei lamenti non servivano a coprire brutti voti, tanto per chiarire) e la sua risposta fu illuminante, e adorabile, ” Beh, se un tuo paziente(all’epoca accarezzavo l’idea di diventare psichiatra) ti raccontasse che ha intenzione di, o ha ucciso qualcuno con una pietra tu saresti in grado di fargli domande pertinenti e magari sarebbe anche utile per capire cosa ha fatto veramente, no?” Questa è mia madre, semplicemente disarmante… non ho ancora capito se per natura o per autodifesa, rispondere così a volte può essere l’unico modo per farmi tacere, sia anche per pochi preziosi secondi, ora comunque la smetto di divagare e ritorno a parlare di Calpurnia..quindi dicevo, mi identifico con lei non tanto per l’amore per la scienza..) ma per i suoi pensieri, le sue ansie (e direi che è anche una cosa abbastanza normale), anche se il massimo è stato quando ho letto questa frase

“”Un giorno avrei posseduto tutti i libri del mondo, scaffali e scaffali pieni. Avrei vissuto in una torre di libri. Avrei letto tutto il giorno mangiando pesche. E se qualche giovane cavaliere con l’armatura avesse osato passare sul suo bianco destriero e mi avesse implorato di calargli la treccia, lo avrei bersagliato di noccioli di pesca finché non se ne fosse tornato a casa.”” 

Ed è stato un colpo di fulmine!

Anche se questo libro sembra, come tutti quelli che sto leggendo in questo periodo, complottare contro di me, perchè il libro si conclude con una splendida nevicata, paesaggi imbiancati e la meraviglia di vedere tutta quella neve, mentre io sono qua che continuo ad attendere che il tempo si decida a lasciar perdere l’estate ed inizi a vezzeggiare l’autunno…insomma fremo e scalpito perchè voglio l’autunno.

(L’altro giorno la mia coinquilina mi ha chiesto di accompagnarla in giro, specificando che sarebbe andata in libreria, e la mia risposta è stata ” Va bene, ma non farmi comprare niente”, quando è stato il momento di partire, ci stavamo mettendo entrambe le scarpe, lei mi dice “Lascia a casa il portafoglio”, sguardo confuso da parte mia e la replica “E perchè? e poi mi serve!” (breve discussione sul perchè mi servisse il portafoglio, che ora a voi risparmio) poi lei esce fuori dicendo “Beh, ricordati che non devi comprare libri, e poi prima devi leggere gli arretrati!” Al che il mio sguardo si svuota “Arretrati?? E cosa c’è di arretrato” E lei, semi-offesa, indica il comodino,il mio, su cui c’è una pila pericolante di libri, ed indica quello in cima, regalo di compleanno da parte sua e dell’altra mia coinquilina “Ah, ma quello non è un arretrato! sta lì in attesa del primo giorno di pioggia, mi approprierò del divano, coperta, finestre spalancate e leggo!” il tutto detto gesticolando ampiamente,per illustrare meglio la mia grande idea, e col tono di chi sprizza entusiasmo da tutti i pori..lei ha fatto una faccia strana, poi ha sospirato, ha scrollato la testa, come a rassegnarsi, e ha concluso “Hmm…ma niente libri!” Ormai anche lei ha capito che sono una causa persa… ma ciò non toglie che io stia ancora qua ad aspettare l’autunno!!! )


PUBBLICITA’ 2. GESHWA OLERS E IL VIAGGIO NEL MASSO VERDE.

Ebbene sì, un’altra encomiabile iniziativa!  “Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde” di Fabrizio Valenza.

“Dov’è che Nargolìan sta portando il suo amico Geshwa, nel cuore della notte? Luci magiche si sono accese sulla Palude di Sobis! La strada si fa impervia ma quando giungono in cima alla collina l’orizzonte anziché aprirsi si chiude. Sopra le loro teste il cielo si è fatto nero – corvi – e sulla Palude di Sobis, in mezzo alle rovine della città abbandonata, una enorme brace lancia lapilli e lingue di fuoco verso il cielo. Il regno di Grodestà è in pericolo. La Palude è sotto il malefico incantesimo dei Maghi. La salvezza è lontana. Oltre il bosco, al di là del Masso Verde. Insieme a suo padre, Geshwa si mette in cammino. Incontrerà orchi e streghe, donne-serpente e uomini di argilla, gnomi, maghi e saltimbanchi. Avrà visioni e incubi, correrà pericoli indicibili, riceverà minacce e subirà maledizioni, farà scoperte a cui nessuno sembra disposto a credere. Capirà la bellezza dell’amicizia e il significato del dolore.

Il primo capitolo delle avventure di Geshwa Olers, il guerriero di Passo Keleb.
Avventura, fantasia e magia si incontrano per la prima saga interamente ispirata a leggende e storie italiche e mediterranee.”

L’autore di “Geshwa Olers e il viaggio nel Masso Verde” permette di scaricare gratuitamente l’ebook del suo libro, questo è il primo di una serie, ma secondo il progetto (a quanto ho capito) dal 1 ottobre sarà possibile scaricare anche il secondo volume della serie. In ogni caso, un’iniziativa davvero apprezzabile.

Informazioni più dettagliate sull’iniziativa si possono trovare qua : http://www.geshwaolers.com/

Mentre l’ebook è possibile scaricarlo da qua: http://www.feedbooks.com/userbook/22293/il-viaggio-nel-masso-verde

Ora… ribadisco per un attimo il fatto che sia una cosa davvero apprezzabile (insomma..lo è!!!) e questa volta il libro l’ho anche letto prima di scrivere il post (prima o poi leggerò anche l’altro che ho pubblicizzato..promesso!) quindi ne posso parlare tranquillamente.

Il libro è veramente piacevole, la storia è interessante e coinvolgente, e lo stile è scorrevole, leggero, ci fa girare le pagine una dopo l’altra senza neanche accorgercene. Insomma siamo presi dal viaggio di Geshwa, e lo seguiamo avidamente, curiosi di sapere cosa gli succederà. Io non vedo l’ora di sapere come continua, e sono anche tremendamente curiosa di sapere cosa ancora non ci è stato detto sul passato (o forse sarebbe meglio dire “sulla nascita”) del nostro protagonista, in pratica sono qua che friggo perchè voglio sapere.. e mi tocca aspettare!!! Accidenti, la curiosità a volte è proprio una brutta bestia..

Avrebbe potuto esserci un glossario, anche se mi pare che nell’ultima edizione (non quella ebook, ma ehi! non si può mica pretendere troppo!!) ci sia..e una volta tanto mi piacerebbe proprio vedere un glossario, o un appunto al calendario, o simili, all’inizio del libro, invece che alla fine, a me sembra una cosa molto più naturale scegliere l’inizio del libro che non la fine, ma a quanto pare è una cosa che pare naturale solo a me..( ma, detto tra noi, la cosa ha smesso di stupirmi già da un po’..)

E poi…e poi il clima!! Io sono qua che scalpito perchè dovrebbero arrivare le avvisaglie dell’autunno e invece si muore dal caldo, sono qua che scruto il cielo in cerca di nuvole minacciose, e l’unico motivo per cui non mi sono ancora messa a fare la danza della pioggia è che potrei sbagliare qualcosa e condannarmi ad un’estate infinita (e, sinceramente, non voglio proprio correre il rischio!!!! ) e invece nel libro pioggia, nebbia, l’aria fresca, e l’estate che finisce per lasciare posto all’autunno-inverno. Certo, il libro non ne ha colpa, ma ogni poche pagine io sbuffavo ed osservavo il cielo speranzosa, ma niente…nè una nuvola, nè un po’ di nebbia, solo questa deprimente estate tardiva! Non è giusto..ecco! Ma almeno mi sono potuta crogiolare nelle descrizioni che l’autore faceva del clima..meglio di niente, mentre attendo speranzosa.


IL VELO CHE RICOPRE LE TENEBRE e Viaggio a Konigsberg

Eccomi qua dopo aver finito i due libri arrivati grazie alla mia prima catena di lettura (evviva!!) Dunque..nell’altro post avevo detto che li avrei “recensiti”, quindi dopo averlo fatto sul sito apposito lo rifaccio anche qua..In fondo è il minimo..

Quindi..via con il primo libro…quello che è stato una gradita sorpresa perchè non mi aspettavo di ricevere: “Viaggio a  Konigsberg” e l’autore è  Gerardo Guerra.

“Negli anni immediatamente precedenti la prima guerra mondiale, il giovane ingegnere polacco Nikolaj Michajlovicˆ si trasferisce a Königsberg, dove partecipa alla costruzione dell’immensa potenza militare tedesca. Il racconto si incentra sul conflitto psicologico del protagonista, combattuto tra gli occhi della bellissima Rosina e la violenza dei cannoni prussiani, tra la nostalgia per il proprio Paese e l’isteria collettiva che va crescendo in Europa, fino all’incontro con il proprio sé irredento, che ogni popolo e ogni uomo deve incontrare. Il cammino si snoda fino a quella tragica mattina di Sarajevo, quando l’Europa incontrò il proprio destino e l’arciduca Francesco Ferdinando la morte.” Questa la trama, ma c’è un ultimo racconto “Caligo”  a concludere il libro, su cui però non vi rovino la sorpresa, avvolto da un’atmosfera cupa e inquietante.

Questo è il primo romanzo dell’autore, e anche se il genere non è esattamente il mio preferito, non è stato tempo buttato via, ma un’ora abbondante trascorsa in modo abbastanza piacevole. In realtà il libro è permeato da situazioni oniriche, dove realtà, sogno, delirio si mescolano, e di solito questo per me non è certo un punto a favore, di solito i libri così li sfuggo, ma in realtà questo si lascia leggere, forse anche perchè non è un mattone di chissà quante pagine. Lo stile è scorrevole, molto usate le frasi brevi (che io adoro tantissimo, forse perchè io e le frasi brevi viviamo su due mondi completamente diversi, ci posso anche provare a scrivere così, ma basta che mi distragga un nano secondo, ed ecco che le mie frasi diventano interi poemi..non c’è mai stato verso, e continuerà ad essere così) e di tanto in tanto ecco spuntare fra la prosa sprazzi di poesia, una frase, o un paio di parole, che evocano immagini poetiche.

Per il secondo romanzo invece il discorso è un po’ diverso. “Il velo che ricopre le tenebre” invece è “fantasy” (lo metto tra virgolette perchè tra tutti i sottogeneri che stanno spuntando adesso io non mi ci raccapezzo per niente..) ed è decisamente il mio genere, quindi la lettura è stata sicuramente più piacevole.

“Cinque amici trovano un libro antico interamente composto da pagine bianche. Chi lo legge impazzisce. A chi apparteneva il libro? Indagini, streghe, inquisizione, roghi. E ogni tanto compare pure il diavolo. Un viaggio in una Praga magica. In una Padova sconosciuta ai più. In una Chioggia da scoprire. Tra verbali di processi per stregoneria realmente avvenuti e la leggenda delle streghe della Val Camonica.”

La prima cosa che ho detto quando ho finito questo libro è stata: “Voglio visitare Chioggia!” Le descrizioni che l’autore ne fa la dipingono come una città magica, una città interessante, da scoprire..insomma, a me ha fatto venire una gran voglia di andarci.

Detto questo posso proseguire.. lo spunto di per sè non sarà magari il massimo dell’originalità, ma il libro è piacevole e la storia avvincente, certo, non è esattamente il massimo, ma in giro si trova anche di peggio, perciò.. Lo stile è scorrevole, e i dialoghi sono strutturati come se facessero parte di un copione, e non di un romanzo, ma ciò non fa che agevolare la lettura, e il fatto che alcune parti siano in dialetto rende la lettura più accattivante, dandole un alone di colorito locale.

In comune con il libro precedente ci sono l’abbondanza di scene oniriche, che però data la storia non stonano affatto, e lo spuntare qua e là di poesia fra la prosa, come una piacevole sorpresa che la pagina ci offre. Inoltre ci sono molti riferimenti letterari, e vere e proprie citazioni, che aggiungono interesse alla storia, rendendo il libro un piacevole compagno per tutta la durata della sua lettura.

Tra l’altro è una piacevole sorpresa..ultimamente il fantasy italiano non sta attraversando un bel periodo, stampano libri dalle storie trite e ritrite, in cui a volte oltre all’immaginazione anche l’italiano diventa un optional, ma questo, per fortuna, non rientra in quella categoria. 

Per farla breve è stata una lettura piacevole, che mi ha tenuto compagnia durante la giornata. Evviva!


CATENE DI LETTURA: SI APRE UN NUOVO MONDO!

Ho scoperto da poco l’esistenza di una cosa bellissima: Le catene di lettura.

Sul sito di Anobii, che detto per inciso, di tanto in tanto mi dona dei periodi di delirante dipendenza, girovagando fra le tante discussioni ho scoperto l’esistenza di questa cosa meravigliosa. Qualche buon samaritano (quasi sempre gli autori dei libri in questione) mettono a disposizione un libro, chi è interessato alla lettura si aggiunge alla lista,e pian piano, uno per uno, il libro gira, dando così la possibilità di leggere un sacco di nuovi libri. Quindi dopo aver saltellato in giro per la casa un tempo sufficiente a ponderare l’idea (ebbene sì, quando sono di buon umore mi sposto per casa saltellando o pattinando, e questo di solito si risolve con una conoscenza approfondita di tutti gli infissi di casa, i mobili li evito (solitamente), non so bene come ma, incredibilmente ci riesco, anche perchè se no a quest’ora probabilmente sarei sprovvista dei mignolini di entrambi i piedi, ma le porte (o porte finestre)..loro proprio no, continuo ad abbracciarle periodicamente, ormai sono intima con tutte le porte di casa mia e non solo, loro se ne sono fatte una ragione, ed io pure) ma magari ora la smetto anche di divagare…chissà cosa stavo dicendo…ah sì! (bastava rileggere..operazione che mi rimane ancora alquanto ostica..) quindi…ho pondarato l’idea, saltellando per casa, e poi mi sono decisa, in fondo, mi sono detta, perchè no? e via, subito ad iscrivermi a quelle che mi sembravano interessanti (e il fatto che probabilmente i libri mi arriveranno tutti nel periodo di Natale, data la lunghezza delle liste, non ha frenato assolutamente il mio entusiasmo) quindi ho continuato imperterrita (e la cosa ha comportato una lunga stesura di liste varie perché se mi affidassi alla mia memoria tutti i miei progetti andrebbero a farsi benedire.)

Ma stamattina una gradita sorpresa! Appena tornata dalla posta (ovviamente a spedire un libro per uno scambio..già che c’ero, perché non approfittare di tutte le opportunità che questo sito offre? ) passo davanti alla cassetta della posta (passaggio obbligato per chi non vuole rimanersene a pian terreno..niente da dire, bel posto, con splendida visuale sulla via, possibilità di fare due chiacchiere assicurata ma io personalmente preferisco raggiungere le mie 4 pareti) e..sorpresa sorpresa…un pacco!!!! Poso la spesa e cerco per 5 minuti buoni di aprire la cassetta (che è gelosa dei suoi segreti e per farla aprire bisogna provare ogni sorta di formula segreta) recupero il pacco e salgo in casa, dimenticandomi beatamente della spesa (che sono tornata a recuperare quasi un’ora dopo, quando ho iniziato giusto a pensare di preparare il pranzo). Comunque apro il pacco e..il mio primo libro di una catena!! Evviva!! Anzi…due libri!! Perché l’autore del libro è stato davvero gentile, e mi ha regalato una copia del suo primo romanzo (sono partiti i saltelli di rito, con finale abbracciata allo stipite della camera).

Ora non mi resta che dedicarmi alla lettura…cosa che farò subito, dato che è tutto il giorno che friggo per poter metterci le mani sopra (dovevo anche studiare e sistemare la casa..tutte cose che purtroppo non si fanno da sole…sigh! E terminare il libro in lettura, di cui magari parlerò poi, tanto per cambiare..)

Quindi…buona lettura a me!!


ALTRO GIRO ALTRO LIBRO!!! UN CALCIO IN BOCCA FA MIRACOLI..

Questo libro mi è stato prestato da una mia amica, accompagnato dalle parole: “Leggilo. Ad ogni pagina ero piegata in due dal ridere. Sembri te, davvero”

Ora..leggendo il libro questa frase potrebbe apparire come un qualcosa di poco carino, ma effettivamente in molte frasi mi ci sono ritrovata, sono frasi che nel mio beato cinismo avrei potuto dire io.

Comunque..bando alle ciance. Il libro in questione è “Un calcio in bocca fa miracoli” di Marco Presta.

Il libro è chiaro fin dall’inizio, il suo incipit non ci lascia scampo, nè illusioni.(sempre che qualcuna ce l’avesse ancora lasciata il titolo) “Sono un vecchiaccio” questa la lapidaria frase che dà inizio al libro, e con un inizio così il proseguimento non può che essere quello che ci troviamo davanti, pagina dopo pagina. Le avventure di questo vecchiaccio, che non è affatto una bella persona, ma a cui, nonostante tutto ci affezioniamo. Ci racconta la sua storia con una ventata fresca di cinismo, e so che magari dire così non è proprio il massimo, cioè..ventata fresca di cinismo non è esattamente un’abbinata molto azzeccata, ma lo è in questo caso. Il suo cinismo è scoppiettante, ed è una ventata di aria fresca sul tanto finto buonismo che ormai troviamo ovunque. A far da controparte a questo sacchetto d’ossa rancoroso che sembra una bomba sempre pronta ad esplodere (e non si sa mai cosa potrà portarci a nuova esplosione) c’è Armando, un’anima buona, l’esatto contrario del nostro vecchiaccio, nonchè il suo miglior amico. Armando è la sua controparte in tutto e per tutto, è un uomo che è riuscito a costruirsi una buona vita, ha raggiunto la felicità, ha conosciuto l’amore, e anche se questo poi gli è stato strappato non si è lasciato abbattere, e continua a portare in giro il suo eterno sorriso. Adorabilmente tenera è la sua idea di mettersi a fare da Cupido ad una coppia di adolescenti, con esiti davvero inattesi, soprattutto per quanto rguarda il finale.

Sparse per il libro troviamo delle chicche veramente spassose, e durante la lettura almeno un sorriso rimane in permanenza sulle labbra.

Ma perchè non condividere alcuni dei pezzi più belli?

“Sono un vecchiaccio.

Dovrei dire che sono una persona anziana, come mi hanno insegnato i miei genitori per i quali chiunque, anche un infanticida antropofago, arrivato a una certa età meritava rispetto.

La verità, però, è che sono un vecchiaccio.”

“Aveva ragione Armando, la gente è in grado di cambiare in meglio. Specie dopo che gli hai dato un calcio in bocca”

“Il silenzio è la cosa più straordinaria che esista in natura, lo si può interpretare in chiave filosofica e artistica ma alla fine è costituito semplicemente dall’assenza di rompicoglioni nelle vicinanze.”

“Però le guerre finiscono, quando si arriva a stabilire chi sono i vincitori e chi i vinti, altrimenti gli alleati starebbero ancora bombardando Berlino. […]

Hai voluto continuare a vincere, a guerra finita. Lo hai fatto perché sei una donna ferita, amareggiata, ma, fondamentalmente, lo hai fatto perché sei una stronza.”

“Essere prevenuti è un atteggiamento che mi sento di consigliare a tutti, si risparmia un sacco di tempo. Io lo sono stato e lo sono tuttora, con risultati davvero soddisfacenti. […]

Perché perdere tempo a cercare di comprendere una persona, quando ti dà immediatamente, chiara e splendente, la sensazione di essere un cretino? Con ogni probabilità lo è davvero.”

Beh..direi che queste citazioni parlano da sola… buona lettura!


GIROVAGANDO PER IL WEB…LETTURE

Libri da leggere ne trovo sempre.. quattro chiacchiere con gli amici, un giro in libreria, o in biblioteca..(ma qui più che di giri si parla di veri e propri tour de force, dove soltanto a malincuore e dopo molto lavoro di autoconvincimento riesco a raggiungere l’uscita) ed ogni tanto anche in rete,ma di solito internet cerco di lasciarlo un po’ in disparte perchè ha effetti deleteri, ancor più che librerie e biblioteche, perchè mentre in questi due posti mi devo limitare (insomma, non posso mica svaligiare una libreria!! non che non ci abbia pensato..ma questa è un’altra storia) sul web posso far scorrere la fantasia, e trovare mille mila spunti per la lettura, aiutata anche dalle mille recensioni, che riescono a dare un’idea dei libri (non come in libreria-biblioteca, dove gli addetti ai lavori a volte sono super informati e a volte potrebbero star vendendo rape per quel che li riguarda) e quando mi trovo nei miei periodi deliranti in cui leggerei il leggibile e ancora un po’ il web non è certo di aiuto. (sì, dovrei provare a disintossicarmi)

E come volevasi dimostrare questa settimana girovagando qua e là sulla rete ho trovato un sacco di cose che vorrei leggere, e tra tutte queste possibili letture sono riuscita, approfittando di diversi sconti in libreria (mia croce e delizia..gli sconti, non le librerie..per quelle non c’è definizione.. strada per la perdizione, ecco forse il nome è questo..) a mettere le  mani su diversi libri, due dei quali li avevo precedentemente scovati in rete.

Il primo è un libro di una delle mie illustratrici preferite, il testo lascia un po’ a desiderare, è molto poetico, questo sì, e ha una sua bellezza, è apprezzabile, e di tanto in tanto ci sono citazioni di poeti (decisamente sublimi… “la belle dame sans merci”; “The lady of Shalott”; e altre poesie ancora) ma la storia di per sè è povera, scarna, e il libro di per sè è di una brevità deprimente. Però ciò che conta di questo libro sono le illustrazioni, e quelle sono veramente splendide. E qui mi lancerei volentieri in una serie insensata di aggettivi positivi, perchè le sue illustrazioni io le adoro..evocano atmosfere gotiche, sono immagini romantiche, con uno spiccato senso del macabro (tutte cose in cui io ci sguazzo che è un piacere).
Ora la smetto di vaneggiare sulle immagini in questione e torno a parlare del libro (concedendomi ancora una piccola divagazione: a chiamarlo libro ci vuole anche del coraggio perchè è di uno spessore deprimente..non arriva a 50 pagine..quindi più che libro opuscolo, pubblicazione magari..ma libro è un’eresia…) comunque…cerco di riprendere il filo del discorso. Questo libro è il terzo, ed ultimo, di una serie,che raccontano la storia di Favole. L’autrice è Victoria Francés (di cui mi piacerebbe sapere tanto la pronuncia, per inciso) e il titolo è: ” Favole 3. Gelida Luce”

La copertina già di per sè è splendida ma le immagini all’interno sono ancora meglio…

                                    

questi sono due piccoli assaggi..

L’altra mia grande scoperta di questa settimana grazie al web è “Pulp” di Bukowski. Scoperto per caso mentre gironzolavo qua sopra, in un blog davvero interessante, dove era riportato il secondo capitolo di questo libro, ed è stato subito un colpo di fulmine (di quelli piccoli, nessun ferito, però è stato sufficiente). Appena finito di leggerlo mi sono ritrovata addosso la voglia di saperne di più, e così un paio di giorni dopo eccomi con il libro in mano, che ho divorato con piacere. Con Bukowski avevo già avuto un’esperienza, avevo letto un altro suo libro, ma non ne ero rimasta colpita, inaftti avevo deciso di non approfondire la nostra conoscenza, ma sono davvero contenta di averlo fatto perchè questo libro merita davvero.

Direi che questo è quanto..per ora!!


PUBBLICITA’!! LE PORTE SENZA META

Sono sempre qua a sproloquiare sul prezzo dei libri, perciò mi pare giusto cercare di promuovere le iniziative che ci permettono di leggere senza dover accendere un mutuo. Il libro di cui parlerò qua è un libro che è possibile scaricare gratuitamente da internet, per gentile concessione dello scrittore (e qua ci starebbe bene un applauso…).

Giusto per una panoramica copio-incollo dal sito: “anno 2051 d.C. Su una Terra già devastata dall’inquinamento, predata delle sue ricchezze e governata dalla corruzione, scende la scure di un’invasione da parte di una feroce razza guerriera aliena, intenzionata a prosciugare l’ultima linfa vitale del nostro pianeta: l’energia geotermica. Quasi trent’anni dopo, il Maggiore Loneway dell’Armata Ribelle d’Europa guida una spedizione in Sudamerica per tentare di riallacciare i contatti con i ribelli di quelle terre, nella speranza di organizzare futuri attacchi coordinati agli alieni invasori. A capo di una squadra di piloti d’aerei, tanto diversi tra loro quanto abili nel sopravvivere alle situazioni più difficili, il militare europeo s’imbatte in un gruppo di guerriglieri peruviani che lo indirizzano al loro comando centrale. Sotto la guida del giovane messicano Raùl, un ragazzo orfano che desidera ardentemente fare la sua parte in quella guerra di sopravvivenza, gli europei giungono alle rovine della Città-Santuario di Machu Picchu, l’antica capitale religiosa degli Inca. In quel luogo carico di mistero apprendono del fallimento totale della loro missione ma, al contempo, scoprono un’incredibile verità sull’origine della civiltà umana e… una remota speranza di sconfiggere i mostri che dominano la Terra!”

Premetto che io il libro non l’ho ancora letto, perchè al momento sto cercando di smaltire la mia pila di arretrati..o meglio..d’estate  faccio letteralmente abbuffata di libri, recuperando tutto il tempo che durante l’anno ho perso, per un motivo o per l’altro, ed è da maggio che continuo ad accumulare libri che spero di leggere..( e dietro queste semplici frasi si cela un maniacale luccichio dello sguardo mentre continuo ad avere fantasie di me che sguazzo in un caveau pieno di libri… pari pari a zio paperone fra le monete…ma niente di cui preoccuparsi…davvero…) in ogni caso a settembre, dopo gli esami, lo leggerò. Però mi pare giusto pubblicizzare nel frattempo questa splendida iniziativa dell’autore ( Eldies ) che ha, appunto, deciso di permettere il di scaricare gratuitamente il suo libro. Perciò…buona lettura!!

OPS!!!! Stavo per dimenticare il link… io sono qua attaccata al pc ma è evidente che il mio cervellino è ancora nel caveau..che invidia!!!comunque…

http://eldieswriter.com/

Ribuona lettura!!


E 2..CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE

A quanto pare ci ho preso gusto..e quindi via con un altro commento!

E così oggi tocca a Cappuccetto rosso sangue di Sarah Blakley-Cartwrigt.

L’idea di questo libro mi aveva affascinata davvero molto, l’avevo visto di sfuggita in una libreria, ma avevo avuto giusto il tempo di leggere un pezzetto della quarta di copertina, e la mia fantasia era partita per la tangenziale. Me lo immaginavo come una rivisitazione in chiave gotica della favola di cappuccetto, e dato che a me queste cose ispirano davvero tanto ero decisa a comprarmelo, tanto che, visto che poco tempo dopo ero a Mosca, l’ho comprato persino in russo…ora, in russo ci metto una vita a leggere perchè non sono propriamente in grado, ma tra che entrare in una libreria di Mosca e NON comprare niente sembra quasi un’eresia (librerie immense, piene di libri che sussurrano dolcemente il mio nome a dei prezzi molto più che abbordabili..l’unica pecca è che sono, ovviamente, in russo..insomma, come si potrebbe resistere???) tra che così sarei stata invogliata a leggere in modo più costante, dato che il libro mi interessava veramente e quindi sarei stata più invogliata a leggere e magari avrei anche imparato qualcosa, alla fine me lo sono portato a casa. Peccato che, manco avuto il tempo di iniziarlo, mi ritrovo in un’altra libreria, in Italia questa volta, con una mia amica, e cosa vedo? eh già..Cappuccetto!! Rimango a fissarlo indecisa, fino a quando la mia amica inizia a sussurrarmi paroline suadenti (lei aveva fra le braccia una pila di libri, e stava cercando di indurmi ad acquistare qualcosa per sentirsi meno in colpa…) e dato che la mia forza di volontà è quasi nulla quando si parla di libri..indovinate un po’? Ebbene sì…sono uscita di lì felicemente proprietaria della versione italiana di questo libro (in realtà co-proprietaria, dato che ho fatto a metà con la suddetta amica…) quindi la sera, appena tornata a casa mi butto nella lettura e… delusione!

Ad essere sinceri ho avuto due delusioni, una piccola, e una immensa (a dire poco).

Ma andiamo per ordine..partiamo da quella piccola, che non la si può attribuire tutta al libro, in parte è una delusione che mi sono creata da sola. Io mi aspettavo una rivisitazione gotica della fiaba, ed invece ciò che si ottiene alla fine è molto più sul genere horror che non semplicemente gotico, certo le atmosfere sono cupe, una certa dose di “goticità” non manca, ma non era ciò che avevo in mente quando l’ho comprato. Però, nonostante tutto è scorrevole, tant’è vero che la mattina seguente l’avevo già finito, la storia è più o meno originale, o almeno, non è un qualcosa di trito e ritrito, e la suspense c’è, quindi tutto sommato non sarebbe stato un totale spreco di soldi…in fondo erano le mie aspettative ad essere “sbagliate” (anche se sono state abbondantemente fuorviate dalle recensioni e dalla quarta di copertina) e, cosa da notare, questo libro è stato scritto partendo dalla sceneggiatura dell’omonimo film, strano ma vero, e quindi era comunque legato ad essa.

Questo libro però è stato lo spreco di soldi peggiore che abbia mai fatto… sono stati soldi spesi non  male, ma MALISSIMO! Uno legge il libro, segue la storia, è lì che smania per sapere come va a finire (voglio dire..ho pagato il libro, che già che ci siamo i libri costano uno sproposito, e non mi stancherò mai di ripeterlo, l’ho letto fine alla fine, cioè ci ho anche perso del tempo..) e arrivato al punto cruciale volti pagina e… “per leggere il capitolo segreto vai su..(segue sito)”  dove per segreto leggi ULTIMO. E qui caduta libera della mascella, con tanto di occhi sgranati, con dolce sottofondo che se ci fosse stata mia madre a portata d’orecchio sarei finita senza un tetto. Cioè.. io allora cosa ho comprato a fare il libro? per metterlo sotto al tavolo a fare spessore? Per usarlo come gamba del letto? O perchè avevo finito le salviette struccanti?? Insomma…questo mi sa tanto di presa in giro, per non parlar male. E poi si lamentano che la gente non legge più e che ormai si scarica tutto da internet.. ma un paio di domande magari facciamocele, no?


PERCHE’ NO? BLACK FRIARS. L’ORDINE DELLA SPADA

Adoro leggere (ma no? davvero? ne sei sicura? perchè sai, non si era capito?  direte voi, e dice anche la mia parte polemica) ma odio con tutto il cuore scrivere recensioni o commenti, vuoi un po’ perchè mi ricordano le schede del libro che dovevo fare a scuola, e che la piccola anarchica dentro di me ha sempre odiato profondamente, con una testardaggine degna di un mulo, e che quindi ho sempre fatto di malavoglia, vuoi un po’ perchè leggo e poi rimuovo, in un meccanismo quasi automatico, anche quando il libro mi è piaciuto molto ( e lo dici così?! guarda che fossi in te mi preoccuperei parecchio! magari voi siete cortesi e non lo dite..ma me lo dico da sola… e sì..parlo anche da sola.. e a volte mi do anche retta…) e un po’ perchè scrivere non è la cosa che mi riesce meglio..la pagina bianca mi pare sempre carina così com’è..perchè doverla rovinare? Ma in fondo ogni tanto un commento a qualche libro potrei anche scriverlo… non una recensione ma un semplice commento..in fondo quando trovo qualche disgraziato disposto a parlare di libri commenti ne faccio a iosa, con quel luccichio maniacale negli occhi di chi ama leggere, e cerca di far proseliti, e l’entusiasmo di un bambino davanti a qualcosa di meraviglioso, che quasi ci pare magico, quindi… perchè no?

 

Perciò..ecco la prima prova!

 

Hmm…allora..che dire di questo libro? Dunque..non l’ho comprato (anche se appena mi avanza qualcosina andrò a comprarlo, perchè una copia la voglio avere, assolutamente) ma l’ho gentilmente fregato a una delle mie coinquiline dopo che lei mi aveva visto vagare spersa per casa prima, e svuotare l’intero armadio nel corridoio col risultato di aver sparso ovunque dispense, fotocopie, libri, dizionari, giornali e quant’altro poi. Due delle 3 coinquiline mi osservavano stralunate (svuotare l’armadio in questione è un’operazione da a)trasloco, b) ho perso QUELLA fotocopia (/appunti/dispensa/cosa indispensabile) e sono in crisi) e alla fatidica domanda “cosa succede?” la mia risposta, col tono più sconsolato di questa terra è stata “non ho niente da leggere”… Così lei, che stava leggendo qualcos’altro me l’ha gentilmente prestato, e se l’è ritrovato due giorni dopo sul letto, con una sola parola da parte mia ” LEGGILO!”. (e devo dire che anche lei ha alquanto apprezzato..e per una settimana abbiamo fatto una testa così alle altre coinquiline che sentivano noi blaterare in continuazione su questo libro..ma questi in fondo sono dettagli).

Ma veniamo al libro…che dire….

Fantastico, è assolutamente fantastico! Ha uno stile ricercato, prezioso, ma non è lento, nè pesante, e nemmeno noioso, anzi, è esattamente il contrario. Sembra di leggere poesia in prosa, le immagini descritte si aprono davanti a noi con una forza e un’intensità incredibili, i paesaggi prendono forma davanti ai nostri occhi e ci sembra realmente di vedere, di essere lì..o meglio ancora, che ciò che viene descritto compaia per un istante davanti a noi, nella nostra camera, o fuori da finestrino del treno, o sull’autobus strapieno…

Sono rimasta affascinata dalle immagini di questo libro, dalle sue descrizioni,dai suoi paesaggi, dai suoi personaggi, dalle atmosfere gotiche e romantiche (più nel senso del termine che non nel senso di “cuoricini, sole, cuore amore.”..anche se è, almeno in parte, una storia d’amore, o meglio.. essa è presente nella narrazione).

Le parole scorrono, e pian piano ci ritroviamo avvolti da una tela da cui non vogliamo liberarci, ansiosi di sapere cosa succederà dopo, o cosa si aprirà davanti ai nostri occhi, senza saltare nemmeno una singola parola, avidi di berle tutte, fino all’ultima goccia, come un liquore denso e dolciastro, il cui gusto ci accarezza il palato per molto tempo, anche dopo aver gustato l’ultimissima goccia.

Memorabili sono le descrizioni di alcuni quadri, che hanno come soggetto le fiabe in chiave gotica. Davvero una chicca.

Insomma, per farla breve..leggetelo, leggetelo, leggetelo, leggetelo, leggetelo e leggetelo!


CHE TU SIA PER ME IL COLTELLO

Voglio che tu sia per me il coltello[…] Un coltello affilato ma misericordioso.

 

[David Grossman]


A SILENCE OF THREE PARTS

” The Waystone Inn lay in silence, and it was a silence of three parts.

The most obvious part was a hollow, echoing quiet, made by things that were lacking. If there had been a wind it would have sighed trough the trees, set the inn’s sign creaking on its hooks, and brushed the silence down the road like trailing autumn leaves. If there had been a crowd, even a handful of men inside the inn, they would have filled  the silence with coversation and laughter, the clatter and clamour one expects from a drinking house during the dark hours of the night. If there had been music…but no, of curse there was no music. In fact there were none of these things, and so the silence remained.

Inside the Waystone a pair of men huddled at one corner of the bar. they drank with quiet determination, avoiding serious discussions of troubling news. In doing these they added a small, sullen silenceto the lager, hollow one. it made an alloy of sorts, a counterpoint.

The third silence was not an easy thing to notice. If you listened for an hour, you might begin to feel it in the wooden floor underfoot and in the rough, splintering barrels behind the bar. It was in the weight of the black stone heart that held the heat of a long-dead fire. It was in the slow back and forth of a white linen cloth rubbing  along the grain of the bar. and it was in the hands of the man who stood there, polishing a strech of mahogany that already gleamed in the lamplight.

The man had true-red hair, red as flame. his eyes was dark and distant, and he moved with the subtle certainty that comes from knowing many things.

The Waystone was is, just as the third silence was his. This was appropriate, as it was the greatest silence of the three, wapping the other inside itself. It was deep and wide as autumn’s ending. It was heavy as a great river-smooth stone. It was the patient, cut-flower sound of  a man who is waiting to die.”

 

 

[da  THE NAME OF THE WIND di patrick Rothfuss]


IL DECALOGO DEL LETTORE

  1. il diritto di non leggere;
  2. di saltare le pagine;
  3. di non finire un libro;
  4. di rileggere;
  5. di leggere qualsiasi cosa;
  6. di leggere senza regole;
  7. di leggere ovunque;
  8. di spizzicare;
  9. di leggere a voce alta;
  10. di tacere.

[Daniel Pennac]

Da quando lo lessi su un’antologia scolastica, alle medie, me ne innamorai perdutamente. Io adoro leggere, leggo tanto, a volte troppo, ma lo faccio perchè mi piace, non perchè devo. E’ una delle cose più brutte, e deleterie, obbligare qualcuno a  leggere, o imporgli come leggere. Leggere è un piacere, se diventa un’imposizione.. che piacere è??


da ELIANTO

…gli faremo cortocircuitare i coglioni….

[Stefano Benni]


CHI DORME NELLA VALLE

E’ una verde radura dove canta un ruscello

che appende pazzamente agli steli i suoi cenci

d’argento; il sole scende dalla montagna altiera

e luccica nel borro che spumeggia di raggi.

 

A bocca spalancata, a testa nuda, un giovane

soldato, colla nuca nel nasturzio azzurrino,

dorme; sotto le nubi è disteso nell’erba,

bianco nel letto verde su cui piove la luce.

 

Ha i piedi nei gladioli. Dorme. Sorride come

sorriderebbe un bimbo che sta male. Sonnecchia.

Cullalo tu, Natura, col tuo calore: ha freddo.

 

I profumi non fanno fremere le sue narici.

Egli dorme nel sole, con la mano sul petto

calmo. Ha due fori rossi, a destra, sul costato.

 

[Arthur Rimbaud]