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TOP TEN WIZARD ROCK #2-3

Oggi vi presento ben due video al prezzo di uno, non vi sentite incredibilmente fortunati?! 😛

Per entrambe le canzoni direi che si può apprezzare davvero l’entusiasmo di questi ragazzi, per il resto beh… fanno tenerezza!

e dopo il twist, ecco a voi l’altra perla di oggi:

TOP TEN WIZARD ROCK #1

Buongiorno a tutti!!!!!
Inizia oggi la top ten di pezzi wizard rock e, sì, lo ammetto, lo faccio perché sono un filino sadica.
I pezzi non seguono un qualche ordine di gradimento, anche perché sarebbe difficile scegliere con quale criteri ordinarli (il più trash? il più originale? il più divertente? il più rabbrividevole? ecc..ecc..) perciò ve li presento in ordine casuale.
Il pezzo di oggi è una cover molto carina (o molto… beh, decidete voi!) della canzone 99 Luft Balons di Nena:

WIZARD ROCK O LE DELIZIE DI ESSERE NERD

Il bello di fare una tesi su Harry Potter è che.. bè, ok, il bello di fare una tesi su Harry Potter è che fai una tesi su Harry Potter.
Stai lì bella spaparanzata, circondata dai libri di Harry Potter e puoi beatamente dire che stai studiando… C’è bisogno di dire altro?
Forse no… ma vado avanti comunque. Puoi citare in bibliografia Tolkien (e no, dico, al posto di barbosi manuali che ti fanno venire un colpo di sonno micidiale solo a guardarlo tu puoi leggerti Tolkien… che non sarà leggerissimo ma… vogliamo mettere??).
Puoi parlare degli X-men, dei fantasy e dei libri di fantascienza in santa pace e vieni pure presa sul serio.
Ricerche bibliografiche seppelliti in biblioteca? Assolutamente no! In compenso puoi passare ore a giocare su Pottermore (che citerai pure tra le fonti) perchè le dichiarazioni dell’autrice ti servono.
Se mai si potesse definire lo scrivere tesi come fantastico dire che questo è il caso.
Tra le mille mila cose bellissime che ho scoperto-letto-sfogliato-utilizzato in qualche modo c’è il wizard rock, chiamato anche wrock.
Ed è qualcosa che non posso tenere per me, ma devo assolutamente condividere con voi perchè è… è… è… insomma è sicuramente qualcosa, cosa decidetelo voi!
Comunque, è un genere musicale (e fin qua, direi che era anche chiaro) tendente al rock (ma anche no) in cui i gruppi hanno nomi ispirati alla serie di Harry Potter: Harry and the Potters, Draco and the Malfoys, The Remus Lupin, i Womping Willow, The Moaning Myrtles e tanti altri ancora.
Secondo wikipedia ci sono circa 750 gruppi riconosciuti. (Sì sì, avete letto bene, 750… riconosciuti… non oso pensare agli altri!).
Comunque… andiamo avanti. Le loro canzoni sono spesso cover, ma non sempre, e i loro testi sono ispirati alla saga del celebre maghetto… Alcuni fanno veramente morire, io li trovo semplicemente geniali (e anche un po’ inquietanti).
Quindi oggi vi proporrò quella che è, in assoluto, la mia canzona preferita (ogni volta che l’ascolto sghignazzo ma le prime volte ero piegata in due dalle risate) e poi vi posterò pian piano una top ten delle migliori creazioni WRock. Mi raccomando, non perdetevela!!!

Ed ecco a voi, signore e signori, i Draco and the Malfoys con All I want for Christmas:

GENIALITA’ IN PILLOLE

Questo video l’ho trovato su faccialibro ma merita veramente di esser visto:

e questo è l’articolo relativo:

http://www.conaltrimezzi.com/il-miglior-booktrailer-del-miglior-libro-mai-scritto/

Buona visione e buona lettura!!! 😉

RED CARPET

Sarà che ci hanno promesso 15 minuti di celebrità procapite,
sarà che non tutti sono riusciti ad andare ai provini per il Grande fratello
sarà che basta! siamo stufi di fare solo le comparse

ma la vista di quel red carpet pret a porter è irresistibile. Il suo richiamo non può essere ignorato, non esiste persona, donna o uomo, giovane o attempato, affermato o fallito, mangiato vivo dalla fretta o divorato dalla pigrizia, che sia in grado di opporsi a lui.
E così assistiamo a sfilata dopo sfilata di urban chic, urban glamour, urban trash, urban scappato da casa, urban scappato dallo zoo (o dal manicomio, o dal carcere più vicino), urban vintage e vigile urban (alla moda non sfugge nessuno!).

Che abbiano il passo deciso di chi sa cosa sta facendo, il passo lento e svogliato di chi stia vagabondando senza meta, che stiano correndo o che si stiano trascinando lemmi lemmi (non so se esista la forma plurale di lemme lemme, e suona pure maluccio, ma mi piace. Secondo voi esiste?) appena imboccano il red carpet la schiena si raddrizza, il passo diventa lento e deciso, lo sguardo si perde all’orizzonte e il capo viene tenuto leggermente voltato, in modo da offrire il profilo migliore all’osservatore. Sciagura si abbatta su chi osa affrettarsi! Guai a chi prova anche solo ad allungare il passo! Lenti, decisi, maestosi, petto in fuori e pancia in dentro!

Insomma, un grazie sentitissimo al geniale abelinato a cui dobbiamo questo splendido red carpet pret a porter:

red carpet

PERPLESSITUDINI…

Lo so, il titolo non è molto ortodosso ma rende bene l’idea… 😉

Comunque, l’altra sera ero tranquilla e pacifica sul divano a leggere e, come al solito, avevo la televisione accesa su un qualche canale musicale. Di solito non presto particolare attenzione ai video che trasmettono, anche perchè ho questa terribile abitudine di cercare di trovarci un senso quando è evidente che la maggior parte di essi un senso non ce l’ha.

Ma ogni tanto non riesco a trattenermi e ricasco in questa abitudine dannifica che mi porta a lambiccarmi il cervello e a torturare il povero criceto in cerca di una spiegazione, una qualsiasi che risponda alla domanda più temuta di tutte: “Perchè?”.
L’oggetto, o meglio il video, in questione ha infingardamente attratto il mio occhio, che è rimasto ammaliato dal suo fascino “perverso”, quel non so chè che ti tiene lì incollato ad osservare mentre sai che dovresti guardare da un’altra parte e pure in fretta.

Ma non sono riuscita a farlo, ho dovuto guardarlo tutto, fino alla fine, mentre la mascella mi cascava sempre più in basso, gli occhi si sgranavano sempre di più e il criceto continuava a correre sempre più in fretta in cerca di un motivo, anche uno minuscolo e stiracchiato, che potesse spiegare il terribile spettacolo.

Il video dell’orrore è questo:

Mi ricordo di aver pensato, nell’ordine:
1) Oh, Hanna Montana! Guarda com’è cresciuta!
2) Sta bene col rossetto rosso
3) Ma… che, cosa, perchè?
E da lì in poi è stato il degenero per il criceto, che si è impallato su quest’ultimo pensiero e ha continuato a girare in tondo a velocità supersonica, tanto che a un certo punto più che un criceto sembrava un oroboro, ma non è uscito vincitore.

Dopo aver corso a una velocità per lui inusuale si è dovuto arrendere, stramazzando sulla sua ruotina e da allora non si è ancora ripreso.

Dunque, mentre la sua vocina soave ci accompagna, raccontandoci di questo suo amore che non va proprio come lei vorrebbe le immagini ci mostrano cosa?

Una visione di una società in crisi, che pian piano sta lasciando in mutande anche chi ci costruisce le case e lasciare in mutande chi ci costruisce le case è un po’ come lasciare in mutande il nostro futuro, e quindi ci sta mostrando una visione apocalittica della nostra società nei tempi a venire? è quindi la cantrice della crisi che ci porterà a rimanere tutti quanti in mutande?

Oppure è la summa di un sacco di pubblicità, per ricordarci che:
-se ti lavi tutti i giorni i denti con mentadent e fai gli sciacqui con tantum verde, come ogni Boccasana che si rispetti, puoi impunemente limonarti addirittura un martello che tanto la tua igiene orale è ok (a patto che dopo ti ricordi di masticare un Daygum, ovviamente)
-se usi il rossetto waterproof ultima generazione con effetto emolliente le tue labbra possono superare indenni qualsiasi prova e non sbava neanche, così il martello fedifrago può tornare dalla cara e dolce martellina senza antiestetiche sbavature di rossetto sul colletto del suo manico
-se usi il comodo materasso in lattice della eminflex, memory, puoi anche passare il giorno stravaccata sui calcinacci che tanto la tua schiena è al sicuro (e comunque, alza la cornetta! Mondialcasa ti aspetta!)
-se indossi pomepa, che non strappa, non stringe, non stressa (perchè Te lo dice Vanessa la mutanda mi stressa… Lo ripete Concetta… io mi sento costretta Me lo dice Luigino casca sempre il calzino… Lo conferma Serena questa calza è una pena…) puoi anche darti all’ippica estrema, cavalcando una palla da demolizione
-se nel tuo intimo c’è chilly puoi anche darti all’ippica estrema al quadrato, cavalcando ignuda come mamma ti ha fatto una palla da demolizione, oppure darti alle performance artistiche e far rivivere il mito di Lady Godiva in chiave moderna e urban chic?

E la cosa più catastrofica è che, stranamente, il video è in relazione con il testo della canzone. Quindi, perchè tutta questo lungo e chilometrico svarione, vi chiederete voi? Semplice! Al di là dell’inspiegabile limonata col martello (perchè ho controllato e nel testo non vi è il minimo cenno nè a martelli, nè a limonate… di alcun genere), che mi ha comunque leggermente turbata… sarà che non faccio abbastanza sciacqui con il tantum verde… vedere questa giovine pulzella a cavallo di una palla da demolizione in costume adamitico (la pulzella, non la palla) mi ha turbato nel profondo (in senso molto fisico). Un po’ come quando un ragazzo ne vede un altro prendersi un calcio lì, sì, proprio lì, avete capito tutti quanti dove, non fate gli gnorri. Ecco, lo stesso senso di empatia e dolore condiviso, perchè, sinceramente, quanto può mai essere piacevole una roba del genere???

MO’ I LIBRI LI FANNO D’ORO

L’altro giorno girovagavo tra gli scaffali di una libreria. E fin qua tutto nella norma, in fondo sono cose di ordinaria amministrazione…

Alla fine del giro mi appropinquo felice allo scaffale dei fantasy (già solo avvicinarmi a quello scaffale di solito mi solleva l’umore) e vedo che è uscito l’ultimo libro di Sanderson, autore di comodini fantasy da me molto apprezzati. Al che il buon umore aumenta, persino la copertina assai bruttina non lo scalfisce, che vuoi che sia! Lui è bravo, se la copertina è brutta non la guardo e ho risolto il problema, no? Poi però lo apro e prima ancora di andare a leggere la sinossi vado a vedere se, per caso, fa parte di qualche saga (Quest’uomo scrive praticamente solo saghe e siccome i suoi libri sono tutti dei comodini prima di buttarmi a capofitto nell’acquisto volevo essere certa che fosse proprio il primo e non il ventordicesimo). Cosa legittima, no? Peccato che, già che ero lì, l’occhio mi è caduto sul prezzo. Al che il buon umore è sparito (doveva andare a comprare le sigarette, o così ha detto, ed è partito come un razzo) e con un cipiglio che definire sdegnato era fargli un complimento ho rimesso il libro a posto.

Per trenta euro assieme al libro dovrebbe esserci il signor Sanderson in persona che me ne legge un capitolo come fiaba della buona notte e, già che c’è, mi rimbocchi pure le coperte.