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ORRORE, INESPLICABILE ORRORE

Orrore, inesplicabile orrore!!! (Ripeterlo fa sempre bene, e poi lo dicevano anche i latini: repetita juvant, magari il senso non era proprio questo, ma io voglio che il concetto sia ben chiaro! Insomma… Orrore!).

Detto questo, vi avevo avvisato che sarei tornata con i miei sproloquiamenti, no? ūüėõ

Bene, ora che vi ho rassicurati posso procedere!
Ognuno di noi ha delle canzoni che considera sue (vuoi perch√© ci siamo particolarmente affezionati, o perch√© ci ricordano bei momenti, oppure perch√© sono canzoni che ricolleghiamo alla nostra dolce met√†) e quando sentiamo queste canzoni solitamente si assume un’espressione un po’ idiota, magari iniziamo a sorridere a sproposito, o drizziamo le antenne lasciando perdere quello che stavamo faccendo, ecc.. ecc.. tanto avete capito, no?

Bene, ed ora immaginatevi la mia reazione quando, tutta presa dalla lettura, sento riecheggiare dalla televisione le note di una delle canzoni che considero pi√Ļ MIE (ok, era una versione diversa da quella che √® “mia”, ma di questa canzone ne hanno fatte diverse versioni e le note e le parole sono sempre quelle… dall’originale di Ella Fitzgerald alla versione dei Blind Guardian (*_*) a quella incriminata di cui vi parler√≤ a breve). I sintomi ci sono tutti: attenzione improvvisamente distolta dal libro, sorriso che inizia a tirarmi le labbra, alzo la testa con espressione semi-sognante e…

E mi trovo davanti la faccia di Briatore.

Orrore, inesplicabile orrore! E dannatissime pubblicità!!!


Sognare

 

[Articolo 31]


Morte di un poeta

Se dovessi cadere nel profondo dell’Inferno
dentro un fiume nero come l’inchiostro
rotolare perduto tra i sacchi di immondizia
in un baratro senza ritorno,
Se dovessi sparire nei meandri della terra
e non vedere pi√Ļ la luce del giorno
ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi
nelle vie di New York il poeta è da solo e nessuno lo salverà
Nel distretto 19 la vita corre svelta
tra i palazzi e i boulevard di Parigi
gli immigrati che ballano ritmi tzigani
e si scolano le nere e le verdi
lo sdentato inseguiva le ragazze straniere
dai cappelli e dai vestiti leggeri
ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuno lo capirà
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi
nelle vie di Parigi il poeta è da solo e nessuno lo salverà
Vecchia sporca Dublino per un figlio che ritorna
sei una madre che attende al tramonto
con la puzza di alcool, coi baci e le canzoni
per chi è stato un prigionero lontano
c’√® una bomba e una pistola, un inglese da accoppare
e una divisa dell’esercito in verde
ma è sempre soltanto la stessa vecchia storia e nessuna lo capirà
Ma lasciatemi qui nel mio pezzo di cielo ad affogare i cattivi ricordi
nelle vie di Dublino il poeta è da solo e nessuno lo salverà

                        [MCR]

Madamadorè

[De Andrè]