il mio mondo

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10 OTTOBRE

“Ci resta sempre in fondo al cuore il rimpianto di un’ora, di un’estate, di un fuggevole istante in cui la giovinezza si schiude come una gemma.”

[“Jezabel” di Irene Nemirovsky]

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1 OTTOBRE

“O Dio o un altro, qualcuno ci doveva creare.”

[“Dio ci ha creato gratis” di Marcello D’Orta]


22 SETTEMBRE

“Tutti hanno una vita segreta: Magari la tua è solo un sottile intreccio di pensieri e fantasie tessuto nelle pieghe nascoste della tua mente. O i gesti furtivi compiuti dietro le quinte, i tradimenti grandi e piccoli che, se svelati, cambierebbero la tua immagine.”

 

[“Dracula in Love” di Karen Essex]


16 SETTEMBRE

“-Le cose si stanno scaldando quaggiù, Brian. Sono a un centinaio di metri dalla zona degli scontri e ci sono varie automobili capovolte e date alle fiamme. La polizia ha cercato tutto il giorno di tenere separate le fazioni, ma non è stato facile, viste le forze in gioco. questa sera varie centinaia di raffaelliti hanno circondato la birreria N’est pas une pipe in cui si sono barricati cento surrealisti. I manifestanti all’esterno hanno scandito slogan del Rinascimento italiano e poi hanno lanciato pietre e altri oggetti. I neosurrealisti hanno reagito caricando, facendosi scudo con grandi orologi molli, e stavano per avere la meglio quando è intervenuta la polizia. Aspetta, hanno appena arrestato un uomo. Cerco di intervistarlo.-[…]
-La gente dice che siamo solo noi rinascimentalisti a creare disordini, ma stasera ho visto quei ragazzi del Barocco, raffaelliti, romantici e manieristi. è una massiccia dimostrazione dell’unità dell’arte classica contro questi frivoli bastardi che si rincantucciano al sicuro dietro la parola progresso.-”

 

[“Il caso Jane Eyre” di jasper Fforde]


10 SETTEMBRE

“Il cielo era denso di nubi, scintillanti come gioielli, distese come una coltre sfavillante lacerata dagli artigli di una belva gigantesca.”

 

[“Polvere alla polvere” di Laurell K. Hamilton]


9 SETTEMBRE

“In quel momento apparve la volpe.
“Buon giorno”, disse la volpe
“Buon giorno” rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui” disse la voce, “sotto al melo…”
“Chi sei?” domando’ il piccolo principe, “sei molto carino…”
“Sono una volpe” disse la volpe.
“Vieni a giocare con me”, le propose il piccolo principe, “sono cosi’ triste…”
“Non posso giocare con te”, disse la volpe, “non sono addomesticata”
“Ah! Scusa”, fece il piccolo principe
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Non sei di queste parti, tu” disse la volpe, “che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe “che cosa vuol dire addomesticare?”
“Gli uomini”, disse la volpe, “hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso! Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?”
“No”, disse il piccolo principe. “Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“E’ una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami…”
“Creare dei legami?”

“Certo”, disse la volpe. Tu, fino ad ora, per me, sei un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo”.
“Comincio a capire”, disse il piccolo principe. “C’e’un fiore … credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe. “Capita di tutto sulla Terra…”
“Oh! Non e’ sulla Terra, disse il piccolo principe.
La volpe sembro’ perplessa: “Su un altro pianeta?
“Si’”
Ma la volpe ritorno’ alla sua idea:
“La mia vita e’ monotona. Io do’ la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano,
e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sara’ come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi fanno nascondere sotto la terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi laggiù in fondo dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me e’ inutile.
I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo e’ triste! Ma tu hai dei capelli color dell’oro.
Allora sara’ meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardo’ a lungo il piccolo principe : “Per favore… addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, “ma non ho molto tempo, pero’.
Ho da scoprire degli amici,e da conoscere molte cose”.
“non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.
“Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte.
Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare ?” domando’ il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe. “In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba.
Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi.
Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino…”
Il piccolo principe torno’ l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice.
Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi;scoprirò il prezzo della felicità!
Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Che cos’è un rito ?” disse il piccolo principe. “Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe.
“E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore.”
Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah !” disse la volpe, “…piangerò'”.
“La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe,
“io, non ti volevo far del male,ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai !” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni ?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del colore del grano”.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice :”Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di tutto quello che hai addomesticato, Tu sei responsabile della tua rosa…”

 

[“Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupery]


6 SETTEMBRE

“Harry Potter era un ragazzo insolito sotto molti punti di vista. Prima di tutto, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell’anno. Poi voleva davvero fare i compiti, ma era costretto a studiare di nascosto, nel cuore della notte. E per giunta era un mago.”

 

[“Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” di J. K. Rowling]