il mio mondo

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20 MARZO

“Talvolta mi piace pensare che vivo con i fantasmi. Non del mio passato – non credo in cose del genere – ma in forma di nuvolette di pensieri e di libri sospese nell’aria come pupazzi di seta.”

 

[Che fine ha fatto Mr Y?- Scarlett Thomas]

 

 


17 MARZO

“Sono le scelte che facciamo, Harry, che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità.”

 

[Harry Potter e la camera dei segreti- di J.K. Rowling]


16 MARZO

“Ma, si obbietterà, Dio e la natura sono la stessa cosa. E non sarebbe un’assurdità? La cosa creata non può essere uguale all’essere che crea: è possibile che l’orologio sia l’orologiaio?”

 

[La filosofia nel budoir- di de Sade]


E MENO MALE CHE E’ SABATO!

Vi è mai capitato di avere una settimana o anche solo un giorno, o anche un intero mese (ma magari anche no!) in cui vi capitano mille piccole cose una “peggio” dell’altra… niente di grave, solo cavolate che però sembrano comunicarvi che l’universo-mondo magari non vi trova molto simpatici?

Ecco, la settimana appena trascorsa per me è stata cosi, ma in barba all’universo-mondo che mi remava contro sono riuscita ad arrivare alla fine della settimana con il mio buon umore intatto (forse un po’ più che intatto, dato che giovedì mattina la mia amica mi ha chiesto se stessi bene, perché sprizzavo allegria da tutti i pori).

Ma ecco l’elenco delle mie “disgrazie” tanto per immortalare questa settimana piena di insidie:

-lunedì ho combattuto contro una bottiglia di cedrata(non di quelle di vetro, di quelle banalissime in plastica, tanto per dare un’idea), che impassibile alle mie suppliche è rimasta ermeticamente chiusa (le bottiglie di oggi sono così riservate!) anche dopo il pagamento di un tributo in carne e sangue! Quella bottiglia era un vampiro!! E non c’è stato verso di convincerla…. Bottiglia 1- Me 0… Alla fine sono passata alle maniere forti (o meglio, la mia coinquilina, impietosita) e ho tagliato direttamente il tappo sanguinario.

Aggredita da una bottiglia! Oltre il danno la beffa. (Secondo la mia amica è la giusta punizione per aver cercato di bere la cedrata… mah!)

-martedì c’era un tempo grigio, freddo e umido dopo una settimana che più che primaverile era già estiva. Pioveva, faceva un freddo della miseria e tutto era abbastanza grigio e deprimente. Già di per sè è un tempo che a me non dispiace.  In più, uscendo dal portone, mi sono infilata le cuffie. Mentre io mi infilavo le cuffiette mi sono passati davanti due signori anzianotti che si lamentavano del tempo. Anzi, inveivano proprio con espressioni decisamente colorite. Evidentemente era un tema che stava loro decisamente a cuore. Peccato che proprio mentre ci siamo trovati faccia a faccia, nelle cuffie mi è partita “Aomour” dei Rammstein, canzone che mi piace, e che in questo periodo ha anche un qualche valore aggiunto, e che si adattava perfettamente al giorno, al tempo… era decisamente azzeccata, quindi mi si è disegnato sul viso un enorme sorrisone, che come conseguenza ha attirato le ire funeste dei due signori incazzusi, che mi hanno lanciato un’occhiataccia assassina. Ero sveglia da meno di mezz’ora e già un’accoppiata di occhiate omicide. Il modo migliore per iniziare la giornata! 😛

-ma non paga, arrivo all’università leggermente in anticipo. La porta dell’aula in cui avevo lezione era chiusa, ma visto che il mio anticipo era davvero leggero non ci ho fatto troppo caso. Anche perchè quella è un’aula sfigata, orribile, che non vuole mai nessuno e che rifilano sempre alla solita manica di irrecuperabili (fra i quali, per un motivo o per l’altro, io ci sono sempre…chissà perché… u.u). Come se non bastasse la porta dell’aula si apre verso l’esterno, quindi verso di me che stavo per aprirla. Peccato che c’era lezione. E il professore era beatamente appoggiato alla porta. Che io ho aperto con decisione. Mi è quasi volato addosso.

-Martedì era veramente la mia giornata. Non c’è che dire. Dopo le due lezioni io e la mia fidata amica (avendo gli stessi corsi in sto periodo siamo l’una l’ombra dell’altra) abbiamo fatto la nostra solita capatina in bagno prima di dedicarci alla pausa pranzo. Ora la capatina in bagno è un rituale (diciamo pure una necessità, visto che dopo 4 ore sedute nella stessa aula, ad ingurgitare litri d’acqua per non iniziare a tossire come “tbcitiche” a causa della polvere del gesso, diventa un’urgenza) che comprende il salire in un piano alto a casaccio, basta che sia dal terzo in su, perchè più si sale e più i bagni sono tranquilli e puliti. E fin qua nessun problema, tutto procede secondo i piani, se non che per riscendere siamo prese da una botta di pigrizia, e al posto di farci 5 piani di scale in discesa decidiamo di prendere l’ascensore. In fondo eravamo in pausa… Ecco, noi l’ascensore l’abbiamo preso. La ragazza che c’era sopra doveva salire ancora di un piano, ma la cosa ci ha lasciato indifferenti, tanto il piano sopra era anche l’ultimo, quindi dopo saremmo potute tornare tranquille al piano terra. Certo! Se non fosse che l’ascensore si è bloccato. Eravamo praticamente sul piano, se non per una spanna.  Per fortuna eravamo solo in 3, e nessuna si è impanicata. In realtà l’altra ragazza con noi era anche simpatica, ci siamo fatte due risate. Il problema era che abbiamo pigiato i campanelli d’allarme, ma non si è accesa la spia che segnalava che “l’allarme” si era attivato, e quindi dopo qualche minuto abbiamo iniziato il giro delle telefonate, sperando ti trovare un’anima pia che riuscisse a darci il numero della portineria dell’università, in modo da avvisare che in un qualche ascensore c’erano tre donzelle da soccorrere. Rintracciare codesto numero si è rivelata una cosa assai più ardua del previsto, ma dopo una decina di minuti dal nulla sì è sentita una voce, e quindi, dopo aver spiegato alla voce, o meglio al signor Voce, dato che era un lui, che eravamo bloccate lì e che avremmo gradito molto esser rimesse in libertà due giovanotti valenti sono venuti a recuperarci. Tutto è bene quel che finisce bene.

La cosa positiva è che abbiamo voluto vederci un segno del destino, e quindi abbiamo saltato bellamente l’ultima lezione della giornata,e  dopo la pausa pranzo ce ne siamo andate in giro per negozi. Evviva i segni del destino!! 😛

-Mercoledì mattina mi sono svegliata con un mega livido in un posto improbabile, e non avevo la più pallida idea di come accidenti avessi fatto a procurarmelo. Il che un pochino grave lo era. Voglio dire, qualche livido o sbucciatura nuova e misteriosa ogni tanto me la ritrovo, di solito dovuta alla mia grande amicizia per tutte le porte di casa, che abbraccio quasi quotidianamente, più o meno di buon grado… Ho problemi di equilibrio, ma lievi… problemi che suppongo scomparirebbero se girassi per casa come una persona normale e non saltellando come una molla, ma va beh… il punto che quel livido era un LIVIDO e io non avevo la minima idea di come accidenti me l’ero procurato. E faceva pure male. L’illuminazione l’ho avuta giovedì sera. Per la serie meglio tardi che mai. Era tutta colpa del dizionario.

Insomma, questi sono stati gli eventi salienti… ma essere aggredita da una bottiglia, da un dizionario ed essere sequestrata da un ascensore nel giro di un paio di giorni è decisamente troppo anche per me!!! 🙂

 


9 MARZO

“Proteggetemi da tutti quelli che mi vogliono aiutare.”

 

[Trainspotting- di Irvine Welsh]


4 MARZO

“La verità vera è che la verità non esiste, dipende dal punto di vista di ognuno.”

 

[Dolce come il cioccolato- di Laura Esquivel]


2 MARZO

“Il dolore è l’unica dimensione possibile. E’ l’unico stato pensabile. E’ la sola cosa sensata. Reale. La verità è che il dolore è tutto. Il dolore è la vita stessa e senza di esso noi cessiamo di esistere.”

 

[Anime tagliate- di Francesco Scardone]


26 FEBBRAIO

“La mente è un tesoro che dovreste riempire bene ed è l’unica parte di voi in cui il mondo non può ficcare il naso.”

 

[Che paese, l’America- Frank McCourt]


25 FEBBRAIO

” «No, Minbar, gli uomini hanno bisogno di esser certi che a una cosa segue l’altra, alla vita la morte: è per loro come una strada su cui camminare, si spaventano molto quando ciò non accade come ad esempio nei sogni, in agonia, sotto droghe: sparisce la strada, camminano su una palude, nell’aria… Eppure molti di loro preferiscono quest’altro tempo che hanno dentro, e che non corre diritto, ma si muove all’impazzata in circolo: i folli per esempio, e i bambini, gli artisti. Ha tempo ciò che li colpisce di più, il resto è niente.»

«È migliore?»

«È il loro tempo.» ”

 

[Viaggi del tempo immobile- Roberto Vecchioni]


24 FEBBRAIO

“La luce rossastra del tramonto illumina ogni cosa con il fascino della nostalgia: anche la ghigliottina.”

 

[L’insostenibile leggerezza dell’essere- Milan Kundera]


ANCORA LIBRI… GIOIE E SAPORI

Un’altra graditissima sorpresa capitatami con le catene di lettura è stata il libro “Gioie e sapori” di Sergio Oricci. (A parte il cognome dell’autore che mi crea qualche problema, non so perché ma ci fosse una volta che lo scrivo giusto al primo colpo!!!!!)

Comunque… torniamo al libro. (Che, per inciso, è già stato ospite del blog, perchè ne ho preso una citazione… il 12 gennaio mi pare… sì, era proprio lui…https://ladyfrozen.wordpress.com/2012/01/19/12-gennaio/ )  Innanzitutto è un bel libro, nel senso che è un bell’oggetto. La copertina è splendida, con tutto quel bianco, intonso e immacolato, e quel “cupcake” così carino!!!! (*_*) L’impaginazione è bella, margini ampi, scrittura leggibile (ma non enorme)…insomma un oggetto davvero piacevole in sè.

Ed inoltre, come se non fosse bastato il libro (sempre come oggetto in sè) a bendispormi alla lettura, il colpo di grazia me l’ha dato la nota biografica sulla quarta di copertina (Non so se si chiami così, ma insomma…rende l’idea quindi va bene “nota biografica”) che recita:

“Sergio Oricci nasce il 3 settembre 1982 e da allora la sua vita è un continuo nascondino giocato con se stesso. I suoi rifugi preferiti sono le sale cinematografiche, le librerie, i livelli bonus dei videogiochi, ma anche le pause tra due note musicali o lo spazio bianco tra due parole battute a macchina. Oggi è nella tana del bianconiglio e spera di restarci ancora a lungo.”

Di per sè è poetica, piacevole da leggere e simpatica, quindi direi che è bastevolmente accattivante così, ma se ci aggiungiamo che l’autore ed io “abbiamo” due punti in comune la conquista è stata completa. Ebbene sì… oltre a condividere il compleanno (e questa è una cosa strana… non l’essere nati lo stesso giorno, quello capita… ma il fatto che spesso chi festeggia il compleanno nel nostro stesso giorno ci sta un pochino più simpatico… come se la simpatia si misurasse sulla data di nascita… ma va beh… ) e il Bianconiglio… perchè mentre l’autore ne condivide la dimora, io ne condivido le giornate… Presto che è tardi è più o meno la mia situazione abituale mentre scorrazzo avanti e indietro (per dove non è dato saperlo…) (comunque, prometto che se mai incontrerò il Brucaliffo ve lo farò sapere! ). E già questo sarebbe bastato a farmi piacere il libro (ehh sì… mi si compra con poco… 😛 ) che comunque ho letto davvero con piacere.

Mi è piaciuto.
Ecco..e questo era semplice..(e direi che l’ho ripetuto a sufficienza) dire cosa mi sia piaciuto è un po’ più difficile. Mi è piaciuto lo stile, scorrevole, veloce. Le frasi brevi poi mi hanno affascinato (sarà che io sono negata, e quindi per me rimangono affascinanti e misteriose, sempre e comunque) e il suo modo di scrivere, anche.
Interessanti sono i protagonisti,e il suo modo di descriverli, di presentarci i bambini come persone vere, con i loro sentimenti, con i loro pensieri, e con la loro vita. Detto così non sembra chissà cosa, ma secondo me è un grande pregio, ed è una delle cose che più mi sono piaciute in questo libro.
E piacevole è la storia, interessante, e insolita. Insomma…è da leggere.


VOCABOLARI…LORO SI’ CHE SE NE INTENDONO!

Dovrei studiare, ho valanghe di compiti di fare e pure riordinare un po’ non sarebbe male. Eppure mi sono ritrovata a passare due giorni a fare una traduzione così, a puffo. (Forse perché in fondo in fondo, anzi no! per niente in fondo, è più divertente darmi a traduzioni inutili che non sgobbare sui libri, o, nel mio caso, su appunti e dispense che definire “confuse” è essere gentili, mooooolto gentili…). Per far star zitto quel briciolo di coscienza che mi rimane e che ogni tanto ritrova la via di casa (probabilmente viene a prendere un cambio d’abiti) mi sono detta che era comunque esercizio. Vero..peccato che fosse una traduzione dall’inglese, e l’inglese non è il mio campo. La mia area geografica è totalmente altra, ma questi sono dettagli…

Comunque, mi sono ritrovata su un dizionario di slang, perchè nel testo parlavano dei ragazzi, e…beh, loro lo usano davvero un sacco, e non sempre la traduzione è limpida e naturale (ad essere precisi, non lo è quasi mai). E questo dizionario è qualcosa di veramente fantastico. Con picchi di genialità passa da consigli pratici di cucina, a gossip locale, passando per pratiche sessuali di vario genere a me del tutto ignote (proprio vero che si impara qualcosa ogni giorno… e non si sa mai cosa possa tornare utile) e arrivando a consigli pratici utili per tutte le occasioni.

La perla che mi è rimasta veramente impressa rientra nell’ultima categoria, e ho deciso di condividerla… sarebbe ingiusto tenere solo per me un consiglio sì tanto utile…

 

BEND OVER:  What you shouldn’t do in a crowded shower full of men.

 

🙂


I GOT SUNSHINE IN A BAG…

La felicità…

Oggi la felicità ha il profumo di una giornata di disgelo…

ha il sapore di un bacio perugina…

Oggi la felicità ha il suono dei Sonata Arctica…

ha le sembianze di un sorriso..

Oggi la felicità è morbida come il più morbido dei peluche..


15 FEBBRAIO

“Tuttavia non è una Morte qualsiasi. È Morte, la cui specifica sfera di operazioni è… Be’, in verità non è affatto una sfera, bensì il Mondo Disco, che è piatto, circondato da una cascata che precipita all’infinito nello spazio e sostenuto dai dorsi di quattro elefanti giganteschi che a loro volta stanno in piedi sopra il guscio dell’immensa tartaruga cosmofora chiamata Grande A’Tuin.
Secondo gli scienziati, le probabilità che esista davvero qualcosa di tanto patentemente assurdo sono di una su un milione.
Secondo i calcoli di alcuni maghi, invece, capita una volta su dieci che si verifichino probabilità di una su un milione.”

 

[Morty l’apprendista- di Terry Pratchett]


14 FEBBRAIO

“Plainly said, he was giving me enough rope to hang myself with. Apparently, he didn’t realize that once a noose is tied, it will fit one neck as well as another.”

 

[The name of the wind-di Patrick Rothfuss]


13 FEBBRAIO

“- C’è sempre qualcuno che giudica la propria vita tanto intollerabile da pensare che la soluzione migliore sia accelerare il trapasso a un altro livello di esistenza.
– Vuoi dire che si suicida? – chiese Bod. Aveva circa otto anni, occhi grandi e una grande curiosità, e non era stupido.
– Esattamente.
– E funziona? Sono più felici, da morti?
– Certe volte. Ma in genere no. E’ come chi crede che se va a vivere da qualche altra parte sarà felice, ma poi scopre che non è così che funziona. Ovunque tu vada, porti te stesso con te.”

 

[Il figlio del cimitero- di Neil Gaiman]


7 FEBBRAIO

“la morte è più leggera di una piuma, il dovere è più pesante di una montagna”

 

[La grande caccia- di Robert Jordan]


6 FEBBRAIO

«Mi ha sempre fatto pena l’abitudine degli umani di passare tanto, troppo tempo davanti allo specchio. Si aggiustano i capelli, il trucco, gli abiti, per lo più per fare colpo sugli altri. Ma si vedono davvero, nello specchio? Vedono quello che vogliono vedere? Sono contenti, o tristi? E soprattutto mi sono sempre chiesto se basino l’immagine che hanno di loro stessi su quella che vedono riflessa.»

[Vampire kisses2- di Ellen Schreiber]


LO ZAR!

Sono finiti da poco gli europei di pattinaggio, che hanno regalato momenti di estatica adorazione a  me e alle mie coinquiline, che pur “stressate” e decisamente deliranti per la sessione esami in corso (per me è già finita, e non so dirvi che cosa meravigliosa sia 😛 ) non abbiamo tralasciato di guardare le esibizioni dei pattinatori, per poi abbandonare immediatamente qualsiasi cosa noi stessimo facendo appena veniva annunciata l’esibizione di…ehh già, di chi mai starò parlando? Ma naturalmente dello “zar” Evgenij Pljushenko.  (In casa abbiamo una “fanatica” che cade in adorazione appena lo sente nominare, e dopo averlo visto pattinare cammina ad almeno tre metri da terra, e due non così fanatiche, ma fan entusiaste che si godono decisamente ogni spettacolo offerto dall’eccelso pattinatore…insomma… è bello e bravo, potremo pur guardare, no?? 😛 )

Quindi in attesa di rivederlo alle Olimpiadi (speriamo speriamo speriamo!!!) ci consoliamo con qualche ricordino degno di nota, che condividerò anche qua. Beh, che dire? Buona visione!!

 


3 FEBBRAIO

“Nella lettura c’è qualcosa di irrazionale. Prima ancora d’aver letto, s’indovina se un libro ci piacerà o no. Si fiuta, si annusa il volume, ci si domanda se vale la pena di passare del tempo in sua compagnia.
E’ l’alchimia invisibile dei segni tracciati su un foglio che si imprimono nel nostro cervello. Un libro è un essere vivente.”

 

[Il club degli incorreggibili ottimisti- di Jean-Michel Guenassia ]


COSE CHE..MANCO GOOGLE TRADUTTORE

Amore e odio. Questo potrebbe tranquillamente essere il sottotitolo.

 

Il soggetto, o meglio, l’oggetto di questa passione (e qua il termine può tranquillamente essere usato in diverse accezioni)  è uno scrittore russo Anatoliy Mariengof. Scrittore semi-sconosciuto persino in patria, di cui mi sono disgraziatamente capitate in mano delle pagine. In mezzo ad una sessione d’esami (che ovviamente non è il periodo più tranquillo che si possa immaginare) ho dovuto fare una traduzione di alcune pagine di un romanzo di questo benedetto tipo. La traduzione è considerata come parte dell’esame (nel senso che va a far media con il voto dell’esame vero e proprio, come se già l’esame di per sè non fosse impegnativo ù.ù) e solitamente consisteva in un racconto o in un saggio breve, cioè di un qualcosa con un proprio inizio, un proprio svolgimento e una propria fine. (Cosa di per sè logica e normale) ma quest’anno la prof si sentiva in vena di novità..in fondo, perchè essere banali??!! Quindi ha pensato di prendere un romanzo più o meno a caso, non ancora tradotto e di dividerlo fra noi poveri studenti. (Questo fatto da solo ha già le caratteristiche dell’incubo, perchè, voglio dire, come accidenti si può tradurre bene (o almeno provarci!)una storia, quando non sai cosa succede prima, nè cosa succederà dopo le poche pagine che hai davanti. Per non parlare poi di tutti i problemi legati strettamente alla traduzione(che non mi metterò ad elencarvi., perchè se no starei qua fino a domani)) Ma non è finita qua, perchè il libro alla fine risulta di difficile lettura per i russi stessi, e se è difficile per loro figuriamoci per noi, poveri studenti sfigati!!

Già, perchè il caro estinto usava un linguaggio molto, ma molto, particolare. Prima di tutto parla per immagini, usa un sacco di accostamenti strani (tipo aggettivi che si riferiscono a nomi appartenenti a sfere semantiche completamente diverse, ecc..),e poi usa un sacco di neologismi (alcuni termini, se cercati su internet comparivano solo e soltanto nelle versioni on line di questo libro, e da nessunissima altra parte..tanto per dare un’idea) e di proverbi(alcuni dei quali risultano poco chiari anche per i russi, tanto per rimarcare) e non potevano certo mancare i giochi di parole.

 

Direi che dopo questo è chiaro perchè si sia sviluppato l’odio. Decisamente oscuro rimane invece l’amore (e, devo confessare, per me è ancora oscuro), però il libro  sembra davvero interessante. O meglio..la storia sembra particolare, lo stile è accattivante, frasi breve, veloci, continui salti spazio-temporali, e un linguaggio che ha del notevole, con tutti quegli accostamenti particolari, molto..immaginifici. Perciò sono davvero incuriosita, e mi farebbe piacere, prima o poi, leggerlo.

 

Ma tradurlo (mi riferisco alla mia parte, ma ho parlato con diversi altri poveri sfigati come me, e anche loro navigavano nelle mie stesse acque..senza punti  di riferimento, completamente spersi e senza sapere a che santo votarsi) è stato qualcosa di veramente provante. Anche se i lati simpatici non sono mancati, infatti, prima di arrivare ad avere delle frasi di senso compiuto, tutti abbiamo avuto davanti agli occhi delle traduzioni letterali che potevano tranquillamente competere con quelle, spettacolari, di Google traduttore. (Torno a dire..se vi manca, provatelo..è esilarante!)

Iniziando dal   “ Si accomodi cittadino con l’automobile

e passando per  “Il mascara sputacchiera”

fino ad arrivare alla splendida ” -Eh, un palo di quercia in mezzo al mare e il mare piange- la quarta volta dagli acquisti alzate, L.E. Veramente, giocare con voi, maestro, che la zanzara a san Nicola cantare: Cafettano corto!”

(e vi assicuro che quando dopo esservi dannati per capire la frase vi trovate davanti agli occhi questa accozzaglia di parole, buttate a caso senza nessun nesso logico le reazioni più frequenti sono: a) immensa voglia di piangere o, in alternativo, urlo di frustrazione mentre si invocano tutte le possibili potenze oscure per ricoprire di insulti e accidenti l’anima del caro estinto scrittore (sottolineando il fatto che è fortunato ad essere morto, perchè se fosse stato ancora vivo la situazione l’avreste risolta voi, andandolo a prelevare a casa e scortandolo direttamente al cimitero) e poi, finalmente, scoppiare a ridere perchè tanto altro non si può fare; oppure b) scoppiare a ridere davanti a tale assurdità,e lasciare che la risata si trasformi in una crisi infinita id pianto, o al solito urlo di frustrazione con conseguente invocazione di potenze oscure.)

[Le prime due mi sono state risparmiate, essendo capitate ad una mia compagna, mentre l’ultima è capitata proprio a me (e fosse stata l’unica senza senso!) e alla fine la traduzione un po’ più corretta sarebbe “-Eh, è caduta una quercia nel mare e il mare piange-dai suoi acquisti è la quarta volta che rilancia, L.E. Credetemi, giocare con voi, maestro, è come il ronzare di una zanzara nel giorno di San Nicola: sono al verde!.”  E vi assicuro che così è sensata!!!! (e sì, sono seria..ù.ù) ]

 


29 GENNAIO

“Se è davvero così, se ti senti tra parentesi, permettimi allora di infilarmici dentro, e che tutto il mondo ne rimanga fuori, che sia solo l’esponente al di fuori della parentesi e ci moltiplichi al suo interno.”

 

[Che tu sia per me il coltello-di David Grossman]


28 GENNAIO

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia.”

 

[Lolita-di  Vladimir Nabokov]


27 GENNAIO-GIORNO DELLA MEMORIA

“Guai a sognare: il momento di coscienza che accompagna il risveglio è la sofferenza più acuta. Ma nn ci capita sovente, e non sono lunghi sogni: noi non siamo che bestie stanche.”

 

 

“Si esita a chiamarli vivi: si esita a chiamar morte la loro morte, davanti a cui essi non temono perchè sono troppo stanchi per comprenderla.”

 

“Strano, in qualche modo si ha sempre l’impressione di essere fortunati, che una qualche circostanza, magari infinitesima, ci tranttenga sull’orlo della disperazione e ci conceda di vivere.”

 

[Se questo è un uomo-di Primo Levi]